L'edizione 2026 della BIT (Borsa Internazionale del Turismo) di Milano si accende con una narrazione che va ben oltre il classico "cartolina" promozionale. Al centro dei riflettori c’è l’anteprima di "Il Tempo Siamo Noi", l’ultima fatica del pluripremiato regista bernaldese Giuseppe Marco Albano.
Non chiamatelo spot: secondo la nota ufficiale del Comune di Bernalda, si tratta di un vero e proprio manifesto identitario, un’opera d’autore che condensa in sessanta secondi millenni di storia e visioni future.
La particolarità del lavoro di Albano risiede nella capacità di tessere un filo logico e poetico tra due pilastri apparentemente distanti del territorio di Bernalda e Metaponto: Pitagora e il Cinema.
Il video si sviluppa attorno al concetto di "sguardo" come origine di tutto. Albano, che da bambino sognava il cinema tra le strade che hanno dato le origini alla famiglia di Francis Ford Coppola, costruisce un ponte concettuale affascinante:
* L'astrazione di Pitagora: Il filosofo che a Metaponto fondò la sua scuola, vedendo nel numero l'essenza dell'universo.
* La rivoluzione digitale: Il cinema moderno, fatto di pixel e bit, che altro non è se non la trasformazione delle immagini in sequenze numeriche.
Questo ritorno al "numero" chiude un cerchio perfetto: il pensiero astratto dell'antichità che diventa la tecnologia visiva del presente.
Il racconto intimo di Albano diventa collettivo celebrando le figure che hanno reso leggendario questo lembo di Basilicata. Il film è un omaggio stratificato:
1. Omaggio al Territorio: La bellezza selvaggia di Metaponto e l'eleganza storica di Bernalda.
2. Omaggio al Cinema: Il legame indissolubile con la famiglia Coppola, che ha portato il nome di Bernalda nel gotha di Hollywood.
3. Omaggio alla Storia: La grandezza della Magna Grecia che continua a respirare nel presente.
"Non è un semplice spot turistico, ma un gesto culturale. Un minuto che attraversa sogni, passioni e memoria."
Il Comune di Bernalda sottolinea come questa operazione non sia solo estetica ma strategica. Presentare un’opera di tale spessore d’autore alla BIT di Milano significa posizionare il territorio non solo come meta balneare o archeologica, ma come "culla di genio e visione".
La locandina, già definita una "dichiarazione d'intenti", anticipa un film che promette di far viaggiare l'anima di Bernalda e Metaponto ben oltre i confini regionali, parlando un linguaggio universale: quello delle emozioni che si fanno storia.
Nicola Decio Dimatteo