animazione.gif

WhatsApp_Image_2026-04-17_at_12.27.18.jpegUn tentativo di truffa decisamente maldestro quello messo in atto da un giovane di Marconia di Pisticci, conclusosi con una denuncia a piede libero per simulazione di reato e fraudolento danneggiamento di beni assicurati.
Il "furto" perfetto (solo sulla carta)
Il giovane aveva allertato il Commissariato di P.S. di Pisticci denunciando il furto di numerose componenti della propria autovettura, ritrovata a circa 200 metri dalla sua abitazione. Il veicolo appariva letteralmente "cannibalizzato": mancavano portiere, sterzo, fari, paraurti, sedili, cofano e persino la centralina del motore. L'obiettivo era chiaro: incassare l'indennizzo dalla compagnia assicurativa.
Tuttavia, l'occhio esperto dei poliziotti ha subito notato diverse anomalie che stridevano con la dinamica di un furto reale: L'auto era adagiata con estrema precisione su dei mattoni. e nonostante lo smontaggio massiccio, la carrozzeria e gli interni non presentavano graffi o segni di forzatura, suggerendo un lavoro "certosino" impossibile da eseguire in tempi rapidi e in condizioni di furto. I rilievi della Polizia Scientifica hanno confermato la presenza delle sole impronte digitali del proprietario sul mezzo.
A tradire definitivamente il venticinquenne è stata la fretta. Pochi giorni dopo la denuncia, gli agenti lo hanno incrociato proprio alla guida della stessa vettura, completamente rimessa a nuovo. Fermato per un controllo, il ragazzo ha ammesso le proprie responsabilità, confessando di aver smontato e poi rimontato gli stessi pezzi per ottenere il risarcimento economico.
Oltre alla denuncia all'Autorità Giudiziaria, la Polizia ha proceduto al sequestro del veicolo. Rimane ferma la presunzione di innocenza dell'indagato fino a eventuale giudizio definitivo.

La Redazione