Come saremmo stati senza di te, Alex, noi del mondo paralimpico? Quanto più invisibili?
Forse saremmo stati ancora lì, a chiedere spazio sottovoce, a spiegare ogni volta chi siamo, cosa facciamo, perché lo facciamo. Forse avremmo avuto meno luce addosso, meno occhi pronti a guardare davvero, oltre la parola “disabilità”. Tu, invece, hai cambiato la prospettiva. Hai spostato il confine: non più ciò che manca, ma ciò che è possibile.
“Quando mi sono svegliato senza gambe, ho guardato la metà che era rimasta, non quella che era andata persa”. In queste parole c’è tutto ciò che ci hai insegnato. È da qui che ripartiamo ogni giorno, nelle nostre vite fatte di fatica e sacrificio. È da qui che nasce il nostro modo di essere atleti, ma prima ancora persone.
Con il tuo sorriso disarmante e la tua forza ostinata, hai trasformato la fatica in esempio e il dolore in energia condivisa. Hai reso visibile l’invisibile, hai reso normale ciò che per molti sembrava straordinario. Hai dato voce a chi spesso non ne aveva, hai acceso riflettori dove prima c’era buio e silenzio.
Non hai mai chiesto compassione, ma rispetto. Non hai mai cercato scorciatoie, ma senso.
E così facendo hai aperto strade, hai costruito dignità, hai insegnato che il limite può essere un punto di partenza, mai una fine. E in questo sei stato più potente di qualunque gerarchia sportiva: hai cambiato le coscienze, prima ancora delle regole; perché hai parlato direttamente a noi, arrivando dove regolamenti e istituzioni spesso non riescono.
Oggi, guardando indietro nello sport paralimpico moderno, è impossibile non riconoscere quanto di te viva in ogni traguardo raggiunto, in ogni storia che prende forma, in ogni atleta che trova il coraggio di provarci ancora una volta. Perché il tuo lascito non è soltanto nelle medaglie o nelle imprese straordinarie, ma nello sguardo nuovo che hai insegnato a tutti noi: uno sguardo che vede possibilità, valore, futuro. E se tanti di noi hanno trovato il coraggio di uscire di casa e rimettersi in gioco dopo che la vita è cambiata, lo dobbiamo anche a te.
E allora la risposta, forse, è semplice: senza di te saremmo stati meno. Meno visibili, meno ascoltati, forse anche meno coraggiosi. Con te, invece, siamo diventati di più. E continueremo ad esserlo, anche grazie a te.
Con riconoscenza, da questa parte remota del Paese, gli atleti di ASD PowerSport Basilicata.
