
Nelle prime ore della mattinata, nel Comune di Foggia, i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Potenza, con il supporto del GIS di Livorno e dei reparti territoriali dell’Arma foggiana, hanno tratto in arresto Carmine Marolda, 64 anni, originario di Venosa, latitante dal gennaio 2025 e ricercato in esecuzione di un provvedimento restrittivo emesso dal G.I.P. del Tribunale di Bari per reati in materia di stupefacenti. La cattura rappresenta l’epilogo di una complessa attività investigativa coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Potenza, impegnata da mesi nel contrasto alla criminalità organizzata nell’area del Vulture-Melfese. In un comunicato a firma del procuratore distrettuale antimafia Camillo Falvo, sono stati ricostruiti il profilo criminale dell’arrestato e le fasi operative che hanno portato al successo dell’operazione. Marolda, noto negli ambienti criminali come “Ninett”, è considerato un soggetto altamente pericoloso, con trascorsi delinquenziali tra Basilicata e Puglia e una comprovata capacità di reazioni violente e tentativi di fuga. Il suo nome è legato a uno dei fatti di sangue più gravi degli anni Novanta: nel settembre 1996, dopo una rapina a mano armata in una gioielleria, partecipò all’azione che portò all’uccisione del maresciallo dei Carabinieri Marino Di Resta, medaglia d’oro al valor militare alla memoria. Per quell’omicidio, Marolda è stato condannato anche all’ergastolo. L’attività investigativa che ha condotto alla cattura è stata avviata sulla base dei riscontri emersi da precedenti operazioni contro i vertici delle piazze di spaccio locali. Un passaggio decisivo è stato l’arresto, nel maggio 2025 a Napoli, del latitante Massimo Sileno, anch’esso ricercato per traffico di droga. Il monitoraggio dei circuiti relazionali e dei sodali legati a figure criminali già assicurate alla giustizia ha permesso agli investigatori di ricostruire i movimenti di Marolda e di individuare la rete di appoggi che ne garantiva la latitanza. Un’accurata attività di analisi tecnica ha consentito di identificare la donna che lo ospitava all’interno del complesso edilizio di Corso del Mezzogiorno a Foggia, noto come “Palazzo ONPI”. L’esecuzione di un decreto di perquisizione a carico della donna – ora indagata per favoreggiamento – ha permesso ai Carabinieri di cinturare l’intero stabile e sorprendere il latitante all’interno di un appartamento al primo piano. Considerati i precedenti del ricercato e la collocazione del covo in un’area urbana densamente abitata, la Procura distrettuale e l’Arma hanno ritenuto necessario l’impiego di personale altamente specializzato. L’operazione è stata pianificata nelle ore notturne, con un dispositivo che ha precluso ogni possibile via di fuga e garantito la massima sicurezza per i cittadini. Il contributo del Gruppo di Intervento Speciale (GIS) è stato determinante per assicurare l’arresto senza incidenti, scongiurando rischi per terzi e tutelando l’incolumità degli operatori. La cattura di Marolda rappresenta un importante successo per la Direzione Distrettuale Antimafia di Potenza e per l’Arma dei Carabinieri, che hanno riportato sotto il controllo dell’Autorità giudiziaria un profilo criminale di rilievo, chiudendo una latitanza durata oltre un anno. Il procuratore Falvo ha sottolineato come l’operazione sia il frutto di un lavoro “scrupoloso, coordinato e incessante”, a conferma del costante impegno dello Stato nel contrasto alla criminalità organizzata e nella tutela della sicurezza pubblica.
