
Ci sono date che appartengono alla storia e altre che continuano a parlare al presente. Il 2 giugno è una di queste.
Ottant'anni fa gli italiani scelsero il futuro del Paese. Lo fecero in un'Italia segnata dalla guerra ma animata dalla volontà di costruire una nazione più libera, più giusta e più democratica. Per la prima volta votarono anche le donne. Da quella scelta nacque la Repubblica.
A distanza di ottant'anni, il significato più autentico di quella giornata vive ogni volta che un cittadino partecipa alla vita della propria comunità, ogni volta che qualcuno sceglie di mettersi al servizio degli altri, ogni volta che le istituzioni riescono ad essere vicine alle persone.
La Repubblica non è un'eredità da conservare. È una responsabilità da esercitare ogni giorno.
In un tempo in cui crescono sfiducia e disaffezione, il messaggio del 2 giugno è più attuale che mai: la democrazia vive nella partecipazione, nel confronto, nel rispetto delle idee diverse e nel senso di appartenenza a una comunità.
Per questo oggi il mio pensiero va a tutti coloro che, spesso lontano dai riflettori, contribuiscono ogni giorno a rendere più forte il nostro Paese: amministratori, insegnanti, forze dell'ordine, volontari, lavoratori, imprenditori e associazioni.
Celebrare la Festa della Repubblica significa guardare con gratitudine alla nostra storia e con responsabilità al nostro futuro. Perché la Repubblica non è una conquista definitiva, ma una promessa che ogni generazione è chiamata a mantenere.
Buona Festa della Repubblica.
Claudio Scarnato
