animazione.gif

 lomuti1

Oggi sono stato a Potenza, davanti al Grande Albergo, insieme a Cgil, Avs, Pd, Wwf, Arci, Libera e al Comitato per la Pace di Potenza. Ero lì perché a pochi metri da quel luogo si è provato a far entrare dalla finestra ciò che la Basilicata, con la protesta di Scanzano, ha già fatto uscire dal portone più di vent'anni fa. L'ho detto senza girarci intorno: sul Deposito Nazionale dei rifiuti radioattivi la mia posizione è no, e continuerò a portarla avanti in ogni sede in cui potrò farlo.

Non è una battaglia di procedura, è una battaglia di merito. Il Movimento 5 Stelle ha votato contro la delega sul nucleare sostenibile alla Camera lo scorso 4 giugno, e la ragione è la stessa che ho portato oggi in piazza: qualunque sia lo strumento giuridico con cui si provi a insediare il Deposito in Basilicata, imposizione dall'alto o autocandidatura incentivata da compensazioni economiche, il punto per noi non cambia. La Basilicata ha già dato moltissimo al sistema energetico ed estrattivo nazionale, dal petrolio della Val d'Agri al carico radioattivo già presente a Rotondella, e nessun Comune lucano deve trovarsi da solo davanti a una scelta di questo peso.

C'è poi una domanda che oggi nessuno può evitare di porsi: che credibilità ha Sogin? Il 18 giugno l'Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente ha sospeso, con la delibera 209/2026/R/eel, gli acconti a Sogin per il Deposito Nazionale e il Parco Tecnologico, perché mancavano ancora i documenti di programmazione aggiornati. Nella stessa istruttoria è emerso che il completamento dell'opera, indicato dal Ministro Pichetto Fratin nel giugno 2025 per il 2039, è già slittato al 2041, prima ancora che sia stato scelto un sito, mentre il solo smantellamento degli impianti esistenti ha già superato gli undici miliardi di euro, più del doppio di quanto previsto nel piano 2020-2021, con almeno altri sei miliardi ritenuti necessari e nessuna stima di costo ancora disponibile per il Deposito vero e proprio. Nello stesso anno in cui lo Stato non sa dire quanto costerà né quando sarà pronto, ha già stanziato sei milioni di euro per il 2026, dopo oltre un milione e mezzo nel 2025, per convincere i cittadini della bontà del nucleare sostenibile. Di questo, prima che di opportunità, avrebbe dovuto parlare chi ha organizzato il convegno.

E prima di parlare di sicurezza, chi lo ha organizzato avrebbe dovuto rispondere a una domanda semplice. Sui responsabili del Centro Trisaia di Rotondella, dove si trova l'impianto Itrec, è stato disposto il rinvio a giudizio per le contaminazioni accertate. Se Sogin non è riuscita a mettere in sicurezza un impianto che gestisce da anni, con quale credibilità si propone come garante di un'opera che non ha ancora un progetto definitivo, un costo accertato né una data reale?

Nei prossimi giorni depositerò un'interrogazione al Ministro dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica per chiedere conto dello stato reale del Deposito Nazionale, dei ritardi certificati dalla stessa Arera e delle verifiche in corso su Sogin. Sabato però, ero innanzitutto in piazza, perché questa battaglia si vince insieme a chi la porta avanti ogni giorno sul territorio. La Basilicata ha già detto no una volta. Lo ha ribadito sabato e non è disposta a fare un passo indietro.

On. Arnaldo Lomuti

Deputato M5S

Segretario Commissione Difesa

Segretario della delegazione italiana presso l'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa

Camera dei Deputati

Roma