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Le dichiarazioni del Presidente Vito Bardi e dell'Assessore alla Sanità Cosimo Latronico rappresentano l'ennesimo tentativo di difendere l'indifendibile.

L'autonomia differenziata, così come concepita dal Governo Meloni e come sta prendendo forma attraverso le recenti pre-intese approvate dal Consiglio dei Ministri, rischia di spaccare definitivamente il Paese, accentuando il divario tra territori forti e territori più fragili.

Particolarmente preoccupanti sono le pre-intese sottoscritte lo scorso giugno con Liguria, Lombardia, Veneto e Piemonte in materia sanitaria, sulle quali, nel corso della Conferenza Unificata Stato-Regioni, la Basilicata, attraverso l'Assessore Latronico, ha incredibilmente espresso parere favorevole.

Una scelta grave, della quale il Presidente Bardi e la sua Giunta devono assumersi pienamente la responsabilità politica davanti ai lucani.

Quelle pre-intese attribuiscono alle Regioni interessate margini di autonomia ancora più ampi nella programmazione degli investimenti, nella gestione delle strutture sanitarie e persino nelle politiche retributive di medici, infermieri e personale sanitario.

È evidente che un simile assetto rischia di ampliare ulteriormente le differenze tra i sistemi sanitari regionali, alimentando una competizione impari tra Nord e Sud.

Le conseguenze sarebbero pesantissime per la Basilicata e per l'intero Mezzogiorno: aumento della mobilità sanitaria, ulteriore fuga di professionalità verso le regioni più ricche e aggravamento della già cronica carenza di personale sanitario.

Di fronte a questo scenario, stupisce il tentativo della maggioranza di minimizzare la portata del problema.

Ancora più grave è la decisione di rinviare a settembre la discussione sulla richiesta di Consiglio regionale straordinario sull'autonomia differenziata, formalmente depositata dalle forze di opposizione.

Un tema di questa rilevanza non può essere rinviato per convenienze politiche o esigenze di calendario. Riguarda il futuro della sanità lucana, dei servizi pubblici e delle opportunità delle nuove generazioni.

Chiediamo quindi maggiore trasparenza nei confronti dei cittadini e che il Consiglio regionale sia convocato nel più breve tempo possibile affinché la massima assise democratica della Basilicata possa esprimere una posizione chiara e netta di contrarietà al percorso di autonomia differenziata intrapreso dal Governo Meloni e alle pre-intese che rischiano di compromettere definitivamente il principio costituzionale dell'uguaglianza nell'accesso ai diritti fondamentali.

La Basilicata non può essere complice di un progetto che aumenta le disuguaglianze territoriali e mette in discussione l'universalità del diritto alla salute.

La nostra Regione ha il dovere di difendere i propri cittadini e di battersi per un sistema sanitario nazionale realmente equo e solidale.

Come ricordava don Lorenzo Milani, "non c'è nulla che sia più ingiusto quanto far parti uguali fra disuguali". È proprio questa l'ingiustizia che l'autonomia differenziata rischia di consacrare: trattare come uguali territori che partono da condizioni profondamente diverse, finendo per favorire chi è già più forte e penalizzare chi, come la Basilicata, avrebbe invece bisogno di maggiori strumenti di coesione e solidarietà nazionale.