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Cresce il turismo esperienziale nel borgo lucano: sempre più visitatori scelgono di vivere la tradizione culinaria locale, passeggiare nel centro storico e scoprire le eccellenze del territorio attraverso il "borgo ospitale"

C'è chi sceglie il Pollino per i suoi sentieri, chi per il silenzio della natura e chi, invece, decide di portarsi a casa un ricordo ancora più autentico: imparare a cucinare i piatti della tradizione lucana. È il volto del turismo esperienziale che sta caratterizzando l'estate di Rotonda, dove aumenta il numero di visitatori provenienti dall'Italia e dall'estero che affiancano alla vacanza un'immersione nelle tradizioni, nella cultura e nei sapori del territorio.

Tra le esperienze più richieste spiccano le cooking class organizzate all'interno del progetto del “borgo ospitale”, una proposta che sta riscuotendo particolare successo tra gli ospiti europei. 

La lezione prende il via con la preparazione dei tradizionali cavatelli, uno dei piatti più rappresentativi della gastronomia locale. Un impasto semplice, composto esclusivamente da farina e acqua calda, che racconta la storia della cucina contadina lucana, fatta di ingredienti essenziali ma ricchi di identità. Dopo aver realizzato la pasta rigorosamente a mano, gli ospiti preparano il classico condimento con pomodoro fresco e basilico, seguendo le tecniche tramandate da generazioni.

L'esperienza prosegue con un'altra protagonista indiscussa della tavola rotondese: la melanzana rossa dop di Rotonda, prodotto unico in Europa e autentico simbolo dell'agricoltura locale. Ai partecipanti vengono illustrate la sua storia, le caratteristiche organolettiche e il percorso che l'ha portata a ottenere il prestigioso riconoscimento della denominazione di origine protetta. Successivamente la melanzana viene utilizzata nella preparazione di una ricetta tradizionale servita come contorno all'"ovo cicato" con peperoni cruschi, piatto che racchiude alcuni dei sapori più autentici della Basilicata.

Tra un impasto e una degustazione, gli ospiti vengono accompagnati alla scoperta del centro storico del paese, dove passeggiando tra vicoli, piazze e antiche abitazioni in pietra, possono conoscere la storia del borgo e godere di alcuni dei suoi scorci più suggestivi, fino a raggiungere la piazzetta della chiesa del Rosario, autentico balcone naturale da cui si apre uno scenario spettacolare sulle cime del Parco Nazionale del Pollino.

È motivo di soddisfazione vedere come siano sempre più numerosi i turisti provenienti da tutta Europa che scelgono il Pollino – afferma l'imprenditore Franco Bruno – attratti dall'esperienza del ‘borgo ospitale’, il nostro albergo diffuso nato dal recupero di antiche abitazioni del centro storico trasformate in accoglienti strutture ricettive. Un progetto che rappresenta un esempio concreto di rigenerazione urbana, di valorizzazione del patrimonio edilizio e di resilienza delle aree interne”.

La nostra idea – aggiunge Bruno – è quella di costruire una rete tra le eccellenze del territorio, mettendo insieme ospitalità, prodotti tipici, cultura, paesaggio e tradizioni. Vogliamo offrire ai visitatori esperienze autentiche, capaci di emozionare e di lasciare un ricordo duraturo, affinché ogni turista diventi il primo ambasciatore del Pollino nel mondo”.