


L'Incontro e le Origini
* Nicola: «Ciao Mauro, benvenuto su PolicoroTV! Guarda, ti premetto che io ti ho scoperto per puro caso sui social: scorrevo la bacheca e a un certo punto mi sono ritrovato davanti i tuoi video sui pranzi. Mi hai incuriosito subito e mi son detto: "Questo ragazzo devo assolutamente intervistarlo!". Ma prima di arrivare ai social, facciamo un piccolo salto indietro. Tu sei pugliese, di Molfetta, ma ormai policorese d’adozione. Ci racconti com’è che un’"avventura estiva" nel 2005 si è trasformata in una vita intera a Policoro?»
Mauro - Si sa che la figura dell'animatore turistico è vista dalle persone come una “divinita”. L'animatore turistico è quello che conquista le villeggianti, che “fa lo scemo” con chiunque, sopratutto con le ragazze. Ho scoperto sulla mia pelle quanto sia vero questa diceria. Per 6 estati ho fatto l'animatore nei campeggi e villaggi di Puglia e Basilicata con un'agenzia di animazione di Bisceglie. La contattai perché volevo diventare deejay ma poi il responsabile mi consigliò di fare l'animatore di contatto. Nel 2000, in quella prima estate, dopo essermi diplomato al Geometra di Molfetta, stavo facendo il tirocinio presso uno studio tecnico: la mia ambizione era diventare geometra. Lo studio chiudeva l'estate e io, scoperto su un giornale questa opportunità lavorativa, la colsi al volo. Non ti nascondo che i 6 anni di animazione sono stari anni meravigliosi che ricordo ancora oggi e quell'esperienza mi ha cambiato caratterialmente diventando più estroverso e irriconoscibile. Nel 2005 facevo l'animatore presso il campeggio di Policoro: era la mia ultima stagione, sapevo gia che non avrei più fatto l'animatore in quanto vincitore di un concorso nell'Esercito Italiano. La mattina facevamo animazione nel Lido La conchiglia sul lungomare di Policoro: era convenzionato con il Campeggio e permetteva ai campeggiatori di usufruire della struttura per andare al mare. Quel lido era frequentato da Martina che veniva al mare a volte con la famiglia a volte con una sua amica. Io, facendo l'animatore di contatto e organizzatore di giochi, conoscevo e sfottevo tutti, anche i non campeggiatori del campeggio ma chiunque era nel lido. Non sapevo che Martina era una semplice cliente del lido. La conobbi e incuriosito le chiesi il numero invitandola la sera nel campeggio. Lei non mi diede una risposta allora provai a recuperare il suo numero con un escamotage: presi, in un momento di sua distrazione, il suo cellulare e feci uno squillo al mio cellulare componendo ovviamente il mio numero. Il pomeriggio quando tornai in camera dopo pranzo, scoprii che conoscevo il numero di Martina che mi piaceva come ragazza. L'obiettivo era conquistarla, “divertirmi” durante quell'estate e poi scordarsela. Come era successo in altre occasioni. Doveva essere un “tassello” da aggiungere alle “mie conquiste da animatore”. Ci scrivemmo una serie di sms e la convinsi a venire una sera in campeggio. Lei venne con la sua amica Monica. Quella sera quando la vidi fui contento, cosi decisi di invitarla a ballare. Prima però volevo farle uno scherzo! Il deejay mise un lento, lei e l'amica Monica erano sedute, io le guardai e gli andai incontro. Martina era convinta che invitassi lei a ballare ma io invece presi Monica, l'amica con cui non ci scherzavo più di tanto. Lei rimase di stucco. Poi “recuperai” al ballo successivo. Da quella sera Martina venne sempre più spesso in campeggio e al lido avevamo acquisito più confidenza. Cercavo di approcciarla per arrivare al mio “obiettivo” e scordarsela poi a fine stagione. Lei però non abbocco e continuammo a sentirci telefonicamente anche dopo l'estate. Io avevo iniziato la mia esperienza nell'esercito e quando potevo venivo a Policoro per incontrarla. Piano piano me ne innamorai frequentandola e sentendola ogni giorno.
* Nicola: «Dall’animazione al villaggio turistico alla vita nell’Esercito Italiano. Com’è stato quel passaggio e cosa ti ha spinto, nel 2008, a dire addio alla divisa e lanciarti nella ristorazione con la tua futura moglie e tuo suocero chef?»
Mauro - Il mio sogno e, sopratutto di mia madre, era quello che io entrassi nelle forze armate ad “avere il posto fisso” come dice Checco Zalone. Spinto da questa passione, seppur avevo assaporato un'altra passione che mi piaceva di più, ovvero quella dell'animazione, partecipai e vinsi un concorso che permetteva, dopo 3 anni di volontario in ferma breve (VFB) nell'esercito di entrare con ulteriore graduatoria successiva nella Guardia di Finanza. Feci 3 anni nell'esercito, Bracciano, Maniago, una missione di 8 mesi in Libano. Dopo i 3 anni, per 6 punti non entrai nella graduatoria per diventare un finanziere. Potevo rimanere nell'esercito ma quella divisa non mi piaceva e così decisi di lasciare. Mi trasferii definitivamente a Policoro in cerca di lavoro. Con il guadagno consistente della missione in Libano, mi convinsi, su suggerimento di mio suocero, a prendere in gestione un ristorante a Policoro. Pur di stare vicino a Martina e allettato dall'esperienza di mio suocero, avevo deciso di diventare un ristoratore. Ma quel settore non mi convinse mai, i rapporti con Martina si complicavano, anche perché oramai vivevo con lei e i suoi genitori che ci aiutavano nella gestione del ristorante. Un amico di mio suocero mi propose, negli ultimi mesi della gestione, di entrare a far parte dell'azienda MARR di Rimini che cercava un venditore per la provincia di Matera. Non avevo mai fatto il rappresentante ma oramai conoscevo l'ambiente della ristorazione e cosi accettai. Per 11 anni ho fatto il rappresentante della MARR, un lavoro bellissimo che mi appassionava tanto. Mi piaceva essere indipendente e andare in giro il giorno a vendere i prodotti della MARR a ristoranti, pizzerie, campeggi, villaggi, sale ricevimento presenti nella provincia di Matera.
I Cambiamenti di Vita e la Strada
* Nicola: «La parentesi al ristorante è durata un anno, ma poi hai trovato una vera e propria passione: 11 anni da rappresentante peruna grossa azienda leader in Italia nella distribuzione e ristorazione, oltre 100 mila chilometri all'anno. Poi è arrivato il COVID, che ha scombinato i piani di tantissimi lavoratori. Tu hai fatto una scelta radicale: hai chiuso la partita IVA e sei salito su un camion. Cosa si prova a reinventarsi completamente da un giorno all’altro?»
Mauro - Il COVID aveva compromesso il mio fatturato: le spese c'erano sempre ma i guadagni erano di colpo crollati. Nell'estate del 2020, dopo la riapertura del lockdown il fatturato era stato basso e allora pensai: ma se in estate ho guadagnato poco, figuriamoci in inverno! La mia zona era prettamente stagionale, negli anni precedenti in estate guadagnavo 10 volte quello che vendevo in inverno per l'apertura dei villaggi turistici e la presenza dei turisti. Se nell'estate del 2020 il fatturato era calato del 70% come potevo affrontare il futuro con le spese da sostenere comunque e con la possibilità di un nuovo lockdown? Durante il militare mi ero preso le patenti e le avevo convertite da civile non appena abbandonata la carriera militare. Prima di iniziare l'avventura della ristorazione avevo tentato di diventare un autista di pullman ma senza mai riuscirci. A Settembre del 2020 ne parlai con Martina che era il caso di prendere una decisione dopo la magra dell'estate da venditore. Lo zio di Martina, un camionista, mi fa la proposta di diventare un camionista e di iniziare con lui imparando. Avevo la patente CE ma il massimo che avevo guidato era un piccolo camion dell'esercito. Non c'era mai stato modo di sperimentare altri mezzi nell'esercito seppur il mio compito era quello dell'autista. Mi è sempre piaciuto guidare, il cambiamento radicale lavorativo era netto: da venditore a camionista. Avevo un po di paura ma sentivo la necessità di fare questa scelta perche come rappresentante stavo accumulando troppi debiti e avevo una famiglia sulle mie spalle: non potevo continuare a sopravvivere e non essere più sereno economicamente. Martina era d'accordo e cosi ad ottobre del 2020 salgo su un bilico: oltre 16 metri di lunghezza che avevo visto solo dal sedile di un auto. Non ci ero mai salito sopra né tanto meno guidato. Piano piano imparo grazie all'aiuto dello zio di Martina e divento un camionista. Per 3 anni ho fatto il camionista di linea, ho girato l'italia e negli ultimi 6 mesi di quell'esperienza pure la Francia. Dal lunedì al venerdi ero sul camion. All’inizio il cambiamento è stato duro da sopportare: io che ero abituato a gestirmi le giornate facendo il venditore, ora dovevo rispettare i tempi di guida, essere attento ad arrivare in tempo per le consegne e soprattutto a vivere in una cabina per 5 giorni alla settimana lontano da Policoro e dai miei affetti.
* Nicola: «Fare il camionista di linea per 3 anni, macinando l'Italia e la Francia, ti ha portato lontano. A un certo punto, però, hai guardato tuo figlio piccolo Alessandro e hai capito che era il momento di svoltare di nuovo. Qual è stato il momento esatto in cui hai detto "basta, il mio tempo in famiglia vale più di qualsiasi stipendio"?»
Mauro - Ad Aprile del 2023 inizio a lavorare per un'azienda di Tito che faceva i viaggi all'estero. Spinto da un'amica camionista mi faccio convincere a scegliere questa azienda visto che in quella in cui ero, una di Cosenza, non mi trovavo più bene. Vado a parlare con il titolare e mi assicura che, anche se si fa l'estero, si riesce comunque sempre a tornare a casa il venerdi e stare 2 giorni con la famiglia. Il camionista fuori dai confini nazionali non lo avevo mai fatto e cosi incuriosito anche per questa nuova opportunità accetto. I primi mesi le cose vanno come mi erano state promesse. A volte partivo la domenica sera perche la destinazione in Francia era un pò più lontana ma il venerdì sera ero a Policoro. Piano piano però le cose iniziano a peggiorare. Il ritorno a casa avviene sempre più spesso il sabato, si viaggia spesso di notte, si rimane a casa sempre meno e le destinazioni sono sempre più lontane. Sono arrivato quasi all'estremo nord della Francia una volta. Il guadagno rimane sempre lo stesso però. All'inizio della mia carriera da camionista ricordo ero padre anche di Alessandro, nato ad Aprile del 2020. La scelta di diventare camionista dipese anche da lui: con due bambini c'era bisogno di uno stipendio certo e sicuro per mantenere la famiglia degnamente. La mia assenza da casa per 5 giorni alla settimana non mi hanno permesso di vederlo crescere come avrei voluto. Un giorno torno a casa di domenica mattina, il lunedi pomeriggio sapevo gia che dovevo ripartire. Mio figlio Alessandro, oramai di 3 anni quasi piange quando scopre che il lunedì pomeriggio devo andarmene di nuovo. Ci rimango molto male e cosi durante la settimana successiva guidando per le strade della Francia prendo un’altra importante decisione: non vale la pena vivere la vita da camionista di linea, buttato su un camion per 5 giorni anche 6 alla settimana per prendere nemmeno un grande stipendio. Preferisco guadagnare di meno ma essere ogni sera a casa. Cerco aziende a Policoro che abbiano bisogno di camionisti giornalieri. Individuo una grande azienda di movimento terra di Policoro, parlo con il titolare e dopo 15 giorni, il 26 ottobre 2023 inizio a lavorarci. Torno ogni pomeriggio a casa, dormo nel mio letto, mi lavo nella mia doccia, mangio con la mia famiglia, mi godo i miei bambini e posso coltivare i miei hobby.
La Quotidianità e la Nascita del Format
* Nicola: «Oggi fai una vita molto più regolare lavorando in un’azienda di Policoro: orario continuato, ritmi, diciamo, umani e la possibilità di tornare a casa la sera. Ma la pausa pranzo è rimasta sacra! È qui che entra in gioco tua moglie Martina con le sue "schiscette". Com'è nata l'idea di fotografare e poi commentare a voce quello che ti preparava?»
Mauro - Sono un tipo social e mi piace essere al passo con i nuovi strumenti di comunicazione. Ho da anni un mio sito, un sorta di blog dove scrivo degli articoli su quello che faccio. Credo che la comunicazione sia fondamentale. Quando facevo il camionista di linea avevo, ma è ancora attivo, un canale YouTube dove producevo video sulla mia vita sulla strada. Facendo il camionista giornaliero l'entusiasmo si è un pò attenuato anche per il poco tempo a disposizione e soprattutto perché è più banale e ripetitivo: facendo la linea visitavo sempre posti nuovi ed ero alla guida per ore, facendo il giornaliero la guida è più limitata e i luoghi si ripetono anche per settimane. Volevo comunque continuare a “produrre” dei contenuti social cosi un giorno mi è venuta l'idea di fotografare quello che mi aveva preparato Martina e descriverlo in testo sulle storie di Instagram. Ogni giorno lo facevo, era diventata un'abitudine oramai. Piano piano i miei contatti si aspettavano per curiosità quello che mangiavo e si divertivano a leggere come descrivevo ironicamente il pasto. L'hastag che utilizzavo era #lepropostediMartina e qualcuno a Policoro quando ci vedeva ci riconosceva. Questa situazione è andata avanti per mesi, poi altri interessi mi hanno fatto accantonare questa abitudine. A dicembre dell'anno scorso ho ricominciato ma volevo rinnovare il format per dare un nuovo interesse. Allora ho pensato di commentare a voce il piatto descrivendolo sempre in modo simpatico e ironico prendendo in giro quello che Martina mi preparava e lei ci stava al gioco. Sempre più gente visualizzava le storie e mi rendevo conto che piaceva la mia ironia. Scorrendo i social ho scoperto Claudia Landi che faceva video preparando il pranzo a suo marito (Preparo il pranzo a mio marito). Mi son detto: perché non creare la versione maschile di questa situazione? Così è nato il format Mangio il pranzo di mia moglie. Erano dei reel che condividevo su Instagram e TikTok. La situazione è andata avanti per mesi: ogni giorno sulle storie di Instagram la foto con il commento audio e il reel su Instagram e TikTok di 3 minuti massimo del “Mangio il pranzo di mia moglie”. Con i reel riuscivo a farmi conoscere anche dai non follower. Piano piano le visualizzazioni sono aumentate e anche i follower, poi a maggio avviene quello che volevo. Un reel esplode e la mia notorietà cresce. La gente si diverte per come descrivo il piatto, Martina viene difesa, crescono gli sfottò e gli apprezzamenti mi fanno molto piacere. Io sono naturale, spontaneo, niente di montato e falso: forse questo piace. Così escogito altre idee per dare sempre interesse a chi mi segue.
* Nicola: «Il tuo format “Mangio il pranzo di mia moglie” a maggio è letteralmente esploso su TikTok e Instagram, superando anche un milione di visualizzazioni! Quando hai visto i numeri schizzare in alto e la gente seguirti anche fuori dalla Basilicata, qual è stata la prima reazione tua e di Martina?»
Mauro - Le storie su Instagram che facevo con #lepropostediMartina venivano viste dai miei amici. Per avere visualizzazioni oltre i propri follower, si deve puntare sui reel. Così mi sono messo a creare dei video di massimo 3 minuti con il format "Mangio il pranzo di mia moglie". Ogni giorno a pranzo commentavo ironicamente descrivendo in modo simpatico cosa mangiavo.
Piano piano le visualizzazioni aumentavano e qualche follower si aggiungeva.
Il botto lo ricevo da un reel di maggio, lo stesso sia su Instagram che su TikTok.
Rimango sorpreso ma allo stesso tempo felice perchè era quello che da settimane attendevo. Mi sento per i primi giorni un influencer e me ne vanto con gli amici in modo simpatico. Anche a Martina fa piacere questa cosa e, come suo solito, non immaginava che i miei reel potessero avere successo. La solita “negativa”.
Passioni, Impegno Civico e Sogni nel Cassetto
* Nicola:«Oltre ai social e al lavoro, sei un vulcano di energie: hai resuscitato e guidi il Milan Club a Policoro, sei nel direttivo dell’AVIS come donatore storico, gestisci un’attività di PhotoBooth per gli eventi e ti piace pure scrivere! Ma è vero che stai quasi per finire di scrivere un libro?»
Mauro - Mi piace scrivere da sempre: il mio sito/blog ne è la dimostrazione. Mi piace leggere e informarmi. Ho scoperto che tramite Amazon si può pubblicare il proprio libro senza l'aiuto di un editore allora ho iniziato a scrivere la mia biografia. Martina mi ha detto: ma chi sarebbe interessato alla tua vita? Questo è anche vero ma ho continuato a scrivere quando avevo tempo la mia vita. Sono un affiliato dell'azienda Flàshati PhotoBooth siciliana. È un'azienda che ho conosciuto su un giornale. Nel periodo in cui facevo il rappresentante, volevo affiancare al mio lavoro qualche attività, non troppo impegnativa, che mi potesse portare un'entrata economica in più oltre al mio stipendio. Cercavo un franchising in modo tale che partivo già con il piede giusto senza iniziare completamente da zero. Cercavo qualcosa di nuovo e non le solite cose che si vedevano in giro. Cosi scopro quest'azienda siciliana nel 2017. È tutto perfetto in linea con quello che volevo: una novità (il PhotoBooth in Basilicata non si conosceva ancora), non è impegnativo, sia a livello di investimento economico, sia a livello di tempo nel gestirlo. Così nasce Flàshati PhotoBooth Matera. Scopro che non ci sono, o sono pochi, libri sul PhotoBooth e cosi metto in standby la scrittura della mia biografia e inizio quello relativo alla mia esperienza con il PhotoBooth. Ho gia scritto 8 capitoli, ora in estate ho smesso di scrivere perche più impegnato, ma entro fine anno lo finirò di scrivere e lo pubblicherò.
* Nicola: «Tu dici spesso che la vita va presa con ironia, altrimenti le giornate diventano noiose. Se dovessi dare un consiglio a chi oggi si trova in un momento di difficoltà lavorativa o personale e ha paura di cambiare, cosa gli diresti basandoti sulla tua esperienza?»
Mauro - Gli direi di credere in se stessi e provarci senza farsi condizionare dai pareri degli altri, anche se questi sono di una persona cara. Io mi reputo una persona molto intraprendente, ho lo “spirito imprenditoriale”. Se avessi prima chiesto a Martina di intraprendere l’avventura di Flàshati PhotoBooth Matera avrei al 100% ricevuto un secco NO. Io invece c’ho creduto e l’iter burocratico l’ho fatto senza che Martina lo sapesse. Ovviamente lo avevo accennato inizialmente e a lei gli era piaciuta come idea ma non era pronta per investire 5000 euro. Così ho fatto le cose di nascosto e gli ho dato la notizia quando sono andato a prendere lo strumento in Calabria. I fatti mi hanno dato ragione: ho recuperato l’investimento nei primi 6 mesi di utilizzo con gli eventi che ho fatto. Questo è solo un esempio. Bisogna essere positivi direi. Io cerco di vedere sempre il bicchiere mezzo pieno.
* Nicola: «In conclusione, Mauro: adesso che sei a tutti gli effetti un "influencer della schiscetta" con migliaia di follower, quali sono i prossimi obiettivi? Dobbiamo aspettarci un libro di ricette comiche o magari un programma TV sulla pausa pranzo?»
Mauro - Essere considerato “un influencer della schiscetta” mi fa piacere, inutile negarlo. Mi piace che la gente che non non ho mai incontrato mi riconosca per strada. Una domenica ero da Pippo al mare, stavo pranzando con amici. Si avvicina un ragazzino e mi fa: “Sei tu Mauro?” Io le rispondo di si e lui dice: “Ti seguo sulle proposte di Martina”. Dietro la mamma sorrideva e mi salutava. Bè queste cose mi rendono felice inutile negarlo. I prossimi obiettivi ovviamente sono continuare a condividere simpaticamente quello che mi prepara Martina per pranzo, inventarsi nuovi format sempre in tema per non annoiare i follower. Sperare che possa continuare a crescere come visualizzazioni e seguaci inutile ribadirlo. Già questa intervista con te spero possa arrivare a gente che ancora non mi conosce e continuare a rendere una pausa pranzo banale di un camionista simpatica e divertente. Poi chissà, se poi divento “tanto famoso”, fare un programma TV con le idee di pranzo di Martina.
* Nicola: Secondo te, cos’è la felicità?
Mauro - Per me la felicità non è qualcosa di straordinario, ma la somma di tante piccole cose. È svegliarsi la mattina con uno scopo, salire sul camion, sapere che a casa c'è una persona che ha pensato a te preparandoti il pranzo e riuscire a strappare un sorriso a qualcuno con un semplice video.
La vita non è mai una strada tutta dritta: ci sono salite, buche e deviazioni. Le ho incontrate anch'io. Ma ho imparato che la felicità non significa non avere problemi, significa trovare un motivo per andare avanti anche quando i problemi ci sono.
Se oggi, con il format "Mangio il pranzo di mia moglie", riesco a far sorridere qualcuno durante la pausa pranzo, allora per me quella è felicità: trasformare un gesto semplice in un momento di condivisione. Perché, alla fine, sono proprio le cose più semplici quelle che restano nel cuore".
Nicola: «Mauro, che dire... la tua è una bellissima storia di riscatto, concretezza e grande ironia. Ci hai dimostrato che si può ripartire da zero più di una volta senza mai perdere il sorriso e, soprattutto, mettendo sempre la famiglia al primo posto. Ti ringrazio davvero di cuore per questa chiacchierata e per il tempo che ci hai dedicato!»
Mauro: «Grazie a te, Nicola, e a tutta la redazione di PolicoroTV! È stato un vero piacere raccontarmi. Un saluto a tutti i lettori e agli spettatori... e mi raccomando, trattate bene chi vi cucina il pranzo ogni giorno!»
Nicola: «Un abbraccio grande a te e un saluto speciale a Martina, la vera "chef" dietro le quinte! Alla prossima puntata su PolicoroTV!»
Come trovare Mauro sui social?
Instagram
@maurohouse
TikTok
@mgadaleta
