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Una festa dello sport, dell'amicizia e dell'inclusione. È questo il clima che si è respirato lunedì 3 agosto sul lungomare di Rocca Imperiale, dove si è svolta la quinta edizione del Torneo Imperiale di Calcio Balilla Paralimpico e Inclusivo, appuntamento ormai diventato una tradizione dell'estate rocchese.
Organizzata dall'ASD PowerSport Basilicata in collaborazione con il Centro Sportivo Italiano – Comitato di Matera, con il patrocinio del Comune di Rocca Imperiale e del Comitato Italiano Paralimpico – Sezione Regionale Calabria, ha confermato come il calcio balilla paralimpico rappresenti molto più di una semplice disciplina sportiva: è uno strumento capace di favorire l'incontro, il dialogo e la piena partecipazione di persone con e senza disabilità.
Ad impreziosire la giornata sono stati alcuni dei più grandi interpreti del calcio balilla paralimpico mondiale: i campioni del mondo Daniele Riga, Paolo De Florio e Gianluca Vuodo, autentici punti di riferimento della disciplina, ai quali si è aggiunta la presenza del campione del mondo di marcia nella categoria trapiantati Angelo Panio, testimone dei valori dello sport come strumento di rinascita e inclusione.
La formula inclusiva del torneo ha consentito la partecipazione di coppie paralimpiche, miste e normodotate, senza distinzioni di età o genere, in un clima di autentica condivisione. Attorno ai tavoli da gioco si sono alternati agonismo, divertimento e spirito di squadra, offrendo al pubblico uno spettacolo coinvolgente e ricco di emozioni.
Sul piano agonistico, ad aggiudicarsi il torneo sono stati Paolo De Florio ed Elena Infanti, davanti alla coppia formata da Daniele Riga e Maurizio Riga. Sul terzo gradino del podio sono saliti Gianluca Vuodo e Matteo Pisilli, al termine di un torneo combattuto e ricco di momenti spettacolari.
Ma, ancora più dei risultati sportivi, a colpire è stato il significato profondo dell'iniziativa. Tra i tavoli da gioco erano infatti numerose le coppie composte da padri e figli, che hanno scelto di vivere insieme un'esperienza capace di andare oltre la competizione. Un'immagine semplice ma potente, che racconta come lo sport inclusivo possa diventare occasione di dialogo tra generazioni, educando i più giovani al rispetto delle differenze, alla collaborazione e alla consapevolezza che le barriere possono essere superate giocando fianco a fianco.
L'evento ha ribadito il forte impegno di Rocca Imperiale nella promozione dell'accessibilità e dell'inclusione sociale, valori che negli ultimi anni hanno caratterizzato numerose iniziative del territorio.
A sottolineare il valore della manifestazione è stato anche l'assessore comunale Sabrina Favale, che ha ricordato come il Torneo Imperiale sia ormai molto più di un appuntamento sportivo.
«Ogni anno – ha dichiarato – questa manifestazione è una vera festa. È sempre bello riabbracciare persone che, nel tempo, sono diventate autentici amici della comunità di Rocca Imperiale. La loro presenza ci incoraggia a proseguire con convinzione lungo il percorso intrapreso, investendo in attività e opere che rendano il nostro paese sempre più inclusivo e accessibile a tutti.»
Parole che fotografano perfettamente lo spirito dell'evento: non un semplice torneo, ma un'occasione di incontro che rafforza relazioni umane e costruisce una cultura dell'inclusione.
Particolarmente sentito anche il saluto del presidente del Consorzio del Limone IGP di Rocca Imperiale, Vincenzo Marino, che, visibilmente emozionato, ha espresso il proprio sostegno all'iniziativa. «Saremo sempre al vostro fianco», ha affermato, ribadendo la vicinanza del Consorzio a manifestazioni capaci di promuovere i valori della solidarietà, dell'accoglienza e dell'integrazione.
La quinta edizione del Torneo Imperiale conferma così la vocazione di Rocca Imperiale a essere una comunità che sceglie di investire nello sport come strumento di crescita sociale. Per un giorno il calcio balilla è diventato il linguaggio comune di atleti, famiglie, bambini e campioni del mondo, dimostrando che l'inclusione non è uno slogan, ma un'esperienza concreta che si costruisce insieme.
E forse è proprio questa l'eredità più bella lasciata dalla manifestazione: vedere padri e figli condividere lo stesso tavolo da gioco, fare il tifo gli uni per gli altri e scoprire, attraverso il divertimento, che lo sport appartiene davvero a tutti.