



C’è un giorno, a Ferragosto, in cui la luce non si limita a passare sul borgo di Castel Lagopesole ma lo attraversa, lo abita e a ogni ora si tinge di un colore diverso. È il 15 agosto, quando si svolge l’evento Babylonica, il lungo giorno dei popoli, costruito nel segno antico delle consueta solacia delle corti regali. Con Babylonica il tempo è scandito attraverso il colore: si comincia con un’unica luce tenue, trattenuta, e a mano a mano che il sole sale e poi discende la tavolozza si scalda, si moltiplica, fino a diventare, nella notte, l’iride di tutti i popoli. Il giorno che al mattino è uno diventa, a sera, molteplice. È questo il senso profondo del lungo giorno dei popoli. La giornata si apre nel rosa di madreperla dell’alba, alle 5:30, quando sulla terrazza affacciata sul Vulture il Trio Hathor con Catia Palermo esegue il concerto nell’ora sospesa in cui la notte cede alla luce. Alle 9:00 la luce si raccoglie nell’oro antico della Celebrazione Eucaristica nella solennità dell’Assunta in Piazza Federico II. Poi il giorno respira: alle 10:30 il verde vitale del bosco accompagna la passeggiata naturalistica e la visita guidata al castello federiciano. Alle 13:00 l’ambra e il giallo del grano del Pranzo di Comunità, a cura del CruscoFest, colmano la piazza di una luce calda e fraterna: è l’ora conviviale. Poi la festa comincia a salire alle 18:00 con l’arancio corallo della parata per le vie del borgo, mentre alle 19:30 il rosso del peperone crusco accende gli stand del CruscoFest, con il vermiglio schietto e saporito della terra di Basilicata. Al crepuscolo, alle 20:30, la porpora imperiale avvolge il castello: l’installazione artistica Federico II - Stupor Mundi, a cura di Fantastico Medioevo, restituisce alla dimora sveva la sua maestà aulica e sovrana. E infine, alle 21:00, la notte iridescente, il grande spettacolo del mondo, riunisce sul palco le delegazioni internazionali provenienti dal Brasile, dagli Stati Uniti, dalla Georgia e dal Perù in un’unica festa. Tutti i colori del giorno, ormai, brillano insieme, e la luce diventa moltitudine. Babylonica è, dunque, un cammino dall’alba alla notte, da un solo colore a tutti i colori, da una comunità a tutti i popoli. Sotto le mura del castello, il lungo giorno diventa il racconto del modello lasciatoci in eredità da Ruggero II d’Altavilla e da Federico II di Svevia, che hanno perseguito, seguito ed eseguito un regno basato sul dialogo culturale e religioso.
