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IMG-20260809-WA0005.jpgNasce INTERMUNDIA, il festival che prova ad abitare la complessità. Dal 19 al 23 agosto a Marina di Pisticci un nuovo progetto culturale ed educativo che intreccia ecopedagogia, arte e territorio. La prima edizione, “Costellazione del Margine”, nasce dai giovani per i giovanissimi.

Dal 19 al 23 agosto 2026, a Marina di Pisticci, prende vita la prima edizione di INTERMUNDIA Festival, un nuovo progetto culturale ed educativo nato intorno al paradigma della complessità e alla necessità di creare spazi in cui linguaggi, saperi e generazioni differenti possano tornare a incontrarsi.

Il nome Intermundia significa, letteralmente, “tra i mondi”. È proprio in questo spazio intermedio che il festival sceglie di collocarsi: tra educazione e arte, parola e corpo, individuo e comunità, natura e cultura. Non per cancellarne le differenze, ma per metterle in relazione.

Uno dei linguaggi privilegiati del progetto è l’ecopedagogia: la natura non viene pensata come semplice scenario delle attività, ma come parte dell’esperienza educativa. Il territorio diventa così uno spazio da abitare e attraversare, capace di generare domande, relazioni e nuovi modi di osservare ciò che ci circonda.

INTERMUNDIA è ideato e diretto da Francesca Marra, affiancata da Mama APS e Dolfin APS, due realtà associative da anni attive sul territorio. Il progetto gode inoltre del patrocinio del Comune di Pisticci.

La direzione artistica tiene insieme una costruzione volutamente corale: nei laboratori e sulla scena si alterneranno facilitator, autori, interpreti, musicisti, artisti e tecnici, accomunati anche da una forte componente generazionale. INTERMUNDIA nasce infatti come un progetto pensato dai giovani per i giovanissimi, nella convinzione che ragazze e ragazzi non debbano essere soltanto destinatari di iniziative culturali ed educative, ma interlocutori capaci di prendere parte alla costruzione degli spazi che abitano.

La prima edizione: “Costellazione del Margine”

Il tema scelto per la prima edizione è Costellazione del Margine. A partire anche dalla riflessione di bell hooks sul margine come spazio non soltanto di esclusione, ma di resistenza e possibilità, INTERMUNDIA sceglie di esplorarlo attraverso prospettive differenti, senza consegnarne una definizione unica.

Dal 19 al 21 agosto, dalle 16:00 alle 20:00, presso Masseria Scannaturco, Marina di Pisticci, ragazze e ragazzi attraverseranno tre movimenti: Abitare il margine, Attraversare il margine e Restituire il margine. Corpo, pratiche espressive, scrittura creativa, pittura e relazione con la natura diventeranno strumenti attraverso cui fare esperienza della complessità. La Masseria e il paesaggio che la circonda non saranno semplicemente la sede dei laboratori: terra, alberi e materiali naturali entreranno nelle pratiche, secondo l’approccio ecopedagogico che attraversa il festival.

Il 22 agosto il percorso raggiungerà un altro margine, quello tra terra e mare, con Poesia a Vela. Il punto di ritrovo sarà presso il Lido Cuba Libre, a Marina di Pisticci, da cui partirà un’esperienza in barca a vela dedicata alla scrittura, all’ascolto e alla relazione con il mare. Orario e svolgimento dell’attività saranno confermati il giorno precedente in base alle condizioni meteorologiche.

Il 23 agosto: il margine arriva sulla scena

Il festival culminerà il 23 agosto, presso la Torre di Controllo del Porto degli Argonauti, con una serata conclusiva che trasformerà la riflessione sul margine in una vera e propria drammaturgia. Letteratura, narrazione, teatro e musica accompagneranno il pubblico attraverso il margine come narrazione, il margine come soglia, il margine come voce e, infine, il margine come comunità.

Nel corso della serata sarà inoltre conferito il Premio INTERMUNDIA, un gesto di riconoscimento rivolto a persone e realtà che, attraverso la cura e l’educazione, contribuiscono quotidianamente alla costruzione del territorio.

INTERMUNDIA nasce dalla volontà di creare uno spazio giovane, interdisciplinare e radicato nel territorio, nel quale educazione e cultura possano tornare a interrogarsi reciprocamente. Non per semplificare la complessità, ma per provare, insieme, ad abitarla.