
La Regione Basilicata ha annunciato l’introduzione di un ticket di 2,50 euro per ogni ricetta medica relativa alla farmaceutica convenzionata. La misura, comunicata dall’assessore alla Salute Cosimo Latronico, entrerà in vigore dal primo ottobre, dopo un mese dedicato agli adeguamenti tecnici di aziende sanitarie e farmacie. Secondo la Giunta, la quota di compartecipazione serve a contenere la spesa pubblica, ridurre sprechi e inappropriatezze, allineare la Basilicata ai tetti nazionali e garantire la tutela delle fasce più fragili. La Regione precisa che tutte le categorie già esenti continueranno a non pagare: pazienti con malattie croniche, rare o invalidanti, oncologici, persone in terapia del dolore, infortunati sul lavoro, invalidi e cittadini appartenenti a fasce sociali vulnerabili. Restano gratuiti anche i farmaci distribuiti direttamente da ospedali e farmacie delle aziende sanitarie. Latronico rivendica risultati già ottenuti nel contenimento della spesa grazie all’uso dei biosimilari e alla collaborazione con la centrale acquisti del Piemonte, che avrebbe permesso risparmi reali. La quota sarà monitorata semestralmente per garantire un uso ottimale delle risorse senza compromettere la gratuità delle cure per chi è in condizioni di vulnerabilità. L’opposizione critica duramente la decisione. Il Partito Democratico, tramite il senatore Daniele Manca, chiede alla Giunta di ritirare il provvedimento, ricordando che la Regione aveva promesso che il disavanzo sanitario non sarebbe ricaduto sui cittadini. Il PD parla di contraddizione politica e sostiene che la priorità dovrebbe essere ridurre le liste d’attesa, assumere personale, rafforzare la medicina territoriale e migliorare i servizi nelle aree interne. Anche il Movimento 5 Stelle, con il coordinatore Christian Giordano, definisce la scelta inaccettabile, sostenendo che l’introduzione del ticket rischia di spingere i cittadini a rinunciare alle cure, già gravati da costi come carburante, prestazioni private e farmaci. Il M5S afferma che la sanità pubblica dovrebbe eliminare sprechi e inefficienze invece di introdurre nuovi oneri e che è difficile comprendere la misura se la Regione sostiene di aver già ottenuto risparmi nella spesa farmaceutica.
