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Si è inaugurata venerdì 4 settembre a Matera, negli spazi della Fondazione Le Monacelle ETS di via Riscatto 9/10, «Terra. Forma. Suono.», la mostra dedicata all'arte del cuccù della famiglia Niglio, visitabile fino al 4 novembre. Ad accompagnare l'apertura, una performance con Pierdomenico Niglio (voce, tastiere ed elettronica) e Damiano Niglio (basso e voce), in scena con Francesco Rondinone alla batteria e Gianpaolo Matera alla tromba, che hanno chiuso il tour del disco d'esordio Penombra. Non è stato semplice contorno musicale, in quanto la mostra ricostruisce la storia del cuccù attraverso tre generazioni di artigiani e a suonarlo sono stati due esponenti delle nuove generazioni della nota famiglia materana.

«La performance dell'inaugurazione è centrata esattamente sul tema della mostra – ha spiegato Pierdomenico Niglio in apertura della performance –. Nel 2024 è uscito il nostro disco d'esordio intitolato Penombra la cui copertina è un collage, una rielaborazione grafica realizzata da Sara Angelino, anche autrice delle grafiche della mostra, in cui compare proprio un cuccù». Anche l'immaginario fotografico legato al disco ritrae i due fratelli mentre suonano l'oggetto, e alcuni brani ne contengono campionamenti registrati in studio. «Lo abbiamo portato oltre la tradizione, che lo vuole giocattolo per bambini, dono e oggi anche souvenir, fino a farne un autentico strumento musicale», ha Damiano Niglio.

Coerente con questa premessa, la performance musicale ha riservato al cuccù un ruolo puntuale e non marginale, come lo stesso Pierdomenico aveva anticipato prima della esibizione: «Non sarà tutta eseguita con un cuccù – ha detto –, però ci saranno momenti specifici in cui avrà assoluta centralità, suonato con la dignità di un vero strumento. Poi, come suono campionato, si ripresenta all’interno di un paio di brani».

Una formazione diversa da quella del disco

Se Penombra nasce in studio in duo, con alcuni innesti di Miriam Fornari ai sintetizzatori e Carmelo Fascella alla chitarra, per la tappa conclusiva della tournée i fratelli Niglio hanno scelto una formazione dal vivo più ampia. «Le sonorità così cambiano diventando più acustiche – spiegava Pierdomenico prima della esibizione –. Dalle batterie e dai campionamenti passiamo a una batteria autentica, mentre alcuni suoni di sintetizzatori vengono ripresi dalla tromba. La matrice drum and bass e jungle restano pur filtrate da strumenti reali. Ne viene fuori un bel crossover». È stato non un esperimento estemporaneo ma il risultato di un assetto già collaudato «durante le date che ci hanno visti in scena lo scorso inverno in quartetto e che ha funzionato bene. Quindi — ha concluso — si spengono i riflettori a tutti gli effetti sul capitolo “Penombra”. E mi sembra il modo giusto di farlo, dopo tutto il “racconto” che abbiamo costruito».

Un oggetto materano in giro per l'Italia

Dietro la serata materana, comunque, c'è un percorso di circa due anni e trenta date in tutta Italia. «Noi siamo materani e nella nostra città si sa perfettamente cosa sia il cuccù, così come pure come nei territori limitrofi del Barese o del Tarantino, dove è vero che lo chiamano in altro modo ma lo riconoscono subito», racconta Damiano Niglio. Che aggiunge: «Suonare a Milano, come a Torino, Cremona, Bologna, Parma o Roma è stato invece un motivo di orgoglio per noi. Abbiamo portato in giro un pezzo non solo della tradizione nostra città, ma un elemento importante della nostra famiglia».

Le sonorità che sono state espresse dal vivo si discostano in parte da quelle del disco, molto più elettronico. «Le influenze della nostra musica raccontano la stessa doppia anima del progetto che vede da un lato la two-step e la drum & bass, insieme a un riferimento italiano dichiarato e ispiratore qual è la produzione artistica di Franco Battiato. Dall'altro ci sono nomi internazionali più recenti, dagli Overmono ai Moderat fino ai Radiohead. Ci piaceva costruire un ponte tra sonorità europee e qualcosa di prettamente locale, materano, qual è il cuccù», sintetizza Pierdomenico.

Un secondo disco in cantiere

A fine serata, poi, un'anticipazione sul futuro del progetto: «Siamo al lavoro su un secondo lavoro discografico. Non c'è ancora nulla di definito, c’è la sola certezza che si tratterà di un qualcosa di diverso dal primo. Diciamo che sarà un'evoluzione più che una ripetizione», hanno rivelato i fratelli Pierdomenico e Damiano Niglio.

La mostra dei cuccù, allestita in una della sale del complesso della Fondazione Le Monacelle ETS, che l’ha organizzata e che da oltre un decennio lavora a Matera per costruire un dialogo tra le culture del Mediterraneo, rientra nel più ampio cartellone di Cineartis – Visioni Mediterranee, la rassegna audiovisiva di CNA Matera che l'ha inserita nella propria rassegna dedicata all'artigianato e che mette insieme le tradizioni materiali del territorio con il linguaggio del cinema.

«Terra. Forma. Suono.» resta visitabile fino al 4 novembre negli spazi della Fondazione Le Monacelle ETS di Riscatto 9/10, a Matera, con orari 10–13 e 16–19.

 

 

 

 

PROSSIMO EVENTO

Κάλλος Άλυτον — Thodoris Theodoridis

10 – 30 settembre 2026 (in collaborazione con Arterìa -VivaVerdi Multikulti)

Sede: Fondazione Le Monacelle ETS, Via Riscatto 9/10 – Matera

Orari: 10.00 –13.00 / 16.00 –19.00