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Bilancio più che positivo per la quarta edizione “Metti in Moto il dono” promosso dalla Fidas Basilicata per la tappa Lucana sia intermini di partecipazione che per il messaggio che i centauri hanno portato nelle varie tappe quale quello della solidarietà e del dono. Un percorso di 130 Km tra i bellissimi paesaggi e l’accoglienza dei centri lucani che i 60 motociclisti diventati 78 partecipanti anche con alcuni donatori a bordo delle due ruote provenienti da :  Calciano Grassano Salandra Balvano Montalbano Matera Potenza Brienza Vaglio Muro lucano Laurenzana,  hanno affrontato volentieri dimostrando rispetto delle regole stradali e soprattutto il rispetto della  velocità nonostante i potenti mezzi spesso inducono  ad una guida meno sicura. Ad accompagnare il lungo corteo,  oltre che i dirigenti Fidas dalla Presidente regionale Isabella Cammarota, al presidente onorario Antonio Bronzino, la responsabile comunicazione interna Fidas Rosanna Persiani, il segretario amministrativo Raffale Marasco, del direttivo regionale Pasquale Acito che ha coadiuvato Matteo Liuzzi e Dino Lafiosca referenti dell’evento, la Polizia stradale sia di Matera che  di Potenza per competenza territoriale e i Carabinieri dei rispettivi comuni. La partenza è avvenuta da Calciano dove ad accogliergli il sindaco Giuseppe Arturo De Filippo e dopo la benedizione di Don Giuseppe Abate la tappa successiva è toccata alla sindaca di  Anzi Filomena Graziadei fare gli onori di casa per poi proseguire a Balvano dove era presente anche il sindaco Ezio Di Carlo Balvano, per concludere con il  sindaco di Muro Lucano Giovanni Setaro tappa di arrivo. 

 “Metti in moto il dono” ha spiegato la presidente Isabella Cammarota “ è l’occasione per ricordare anche quanto siano importanti il rispetto del Codice della strada, la prudenza, il rispetto degli altri utenti e una guida consapevole. È proprio questo doppio messaggio ,  sicurezza e solidarietà,  a dare valore alla manifestazione. La strada diventa uno spazio da condividere con rispetto, così come la comunità diventa il luogo nel quale ciascuno può fare la propria parte. I motociclisti che partecipano al tour non sono soltanto appassionati delle due ruote, ma anche testimoni di comportamenti responsabili e della cultura del dono. Le due ruote diventano ambasciatrici di un messaggio concreto: donare significa esserci, prendersi cura degli altri e contribuire al bene della propria comunità. La disponibilità di sangue dipende completamente dalla generosità dei donatori”.