
Evento nazionale di partecipazione attiva e di raccolta pubblica di fondi
sabato 10 e domenica 11 ottobre 2026
Visite a contributo libero in 700 luoghi straordinari in 350 città d’Italia,
molti dei quali solitamente inaccessibili o poco conosciuti.
Elenco dei luoghi aperti e modalità di partecipazione su www.giornatefai.it
IN BASILICATA APERTI 50 LUOGHI
Più di 700 luoghi straordinari, molti dei quali solitamente inaccessibili o poco conosciuti, apriranno eccezionalmente le loro porte in occasione della 15ª edizione delle Giornate FAI d’Autunno, il grande evento di piazza che il FAI - Fondo per l’Ambiente Italiano ETS dedica alla valorizzazione del patrimonio culturale e paesaggistico del nostro Paese, in programma sabato 10 e domenica 11 ottobre 2026 in 350 città d’Italia. L’iniziativa, organizzata dalle Delegazioni e dai Gruppi FAI presenti in tutte le regioni con il fondamentale contributo dei giovani volontari, invita il pubblico a scoprire l'immenso patrimonio storico, artistico e ambientale che ci circonda, grazie alle visite a contributo libero che per due giorni daranno vita a un grande racconto diffuso e corale, fatto di monumenti, architetture, paesaggi, opere d'arte, tradizioni e storie che rappresentano i territori e le comunità che li vivono.
Dagli edifici monumentali ai teatri, dalle chiese ai luoghi dell’educazione, dalle aree naturalistiche ai castelli, passando per collezioni d’arte, esempi di architettura contemporanea e siti insoliti e curiosi, la varietà delle aperture proposte sarà come sempre ampia e sorprendente (elenco dei luoghi aperti e modalità di visita su www.giornatefai.it).
Partecipare alle Giornate FAI d’Autunno non è solo un’occasione per conoscere il patrimonio culturale che ci circonda, ma anche un modo per contribuire concretamente alla sua cura, alla sua tutela e alla sua valorizzazione attraverso l’attività del FAI, di cui, a ogni visita, si potrà sostenere la missione con una donazione.
In questa edizione dell’evento il FAI riserverà una particolare attenzione all’artigianato italiano e al Made in Italy valorizzando i saperi, gli antichi mestieri, le tradizioni manifatturiere, la creatività e le eccellenze produttive che, insieme ai beni storici, artistici e paesaggistici, concorrono alla definizione dell’identità dei territori, e rendono l'Italia un punto di riferimento in tutto il mondo. La Fondazione si impegna a raccontare e a far conoscere a un pubblico sempre più ampio questo patrimonio culturale attraverso aperture e visite speciali, selezionate grazie all'attenzione e curiosità inesauste della sua Rete territoriale e alla collaborazione con Confindustria e Museimpresa.
“Le Giornate FAI ci ricordano che il nostro patrimonio storico, artistico e agricolo suscita non solo conoscenza, ma anche capacità e desideri. È un bacino di ispirazione per i cittadini, italiani e stranieri, che vogliono vivere in un mondo, anche domestico, in continuità con lo stile, la qualità e il gusto del nostro Paese. E lo è, nello stesso tempo, per i protagonisti del Made in Italy, che con la loro creatività e la serietà del loro lavoro assicurano all'Italia quella continuità creativa e produttiva che è uno degli inebrianti profumi che la rendono il Paese più desiderato al mondo” ha dichiarato il Presidente del FAI Marco Magnifico.
Le Giornate FAI d’Autunno si inquadrano nell’ambito delle iniziative di raccolta pubblica di fondi occasionale (Art 143, c 3, lett a), DPR 917/86 e art 2, c 2, D Lgs 460/97). Partecipare alla visita con una donazione significa sostenere la missione di cura e tutela del patrimonio culturale italiano della Fondazione. Ogni Iscritto al FAI e chi farà la tessera per la prima volta durante l’evento potrà beneficiare dell’accesso prioritario in tutti i luoghi e di aperture dedicate. Iscriversi al FAI significa diventare parte di un grande progetto e rappresenta un atto d’amore per l’Italia.
Ecco una selezione dei 50 luoghi visitabili in BASILICATA:
Matera
CASTELLO TRAMONTANO
Il Castello Tramontano è un grandioso monumento che si erge in posizione dominante rispetto ai Rioni Sassi e fronteggia l’altura della Civita su cui svetta la Cattedrale. Un tempo esterno alla città, oggi l’edificio è inglobato nel centro urbano ed è immerso in un grande parco, sede di numerosi eventi di carattere culturale. Il castello prende il nome dal conte Giovan Carlo Tramontano, il quale ne avviò la costruzione ai primi del XVI secolo, pochi anni dopo aver acquistato il titolo e la città di Matera dai sovrani aragonesi. Lasciato per secoli in stato di abbandono, è tornato a essere visitabile, anche se in rarissime occasioni: la riapertura, dopo un lungo restauro, avvenne nel 2014 proprio nelle Giornate FAI di Primavera, grazie alla Delegazione FAI di Matera, che oggi torna ad aprirlo, nell’anno in cui Matera è “Capitale mediterranea della cultura e del dialogo”, per ricordare il ruolo che gli Aragonesi hanno avuto per la cultura e la circolazione artistica nei territori bagnati dal "mare nostrum". La fortezza presenta un imponente torrione centrale, due torri minori laterali, un fossato e muri di controscarpa, necessari per impedire l’accostarsi di macchine ossidionali. L’altezza ridotta dei due torrioni laterali e l’enorme spessore delle murature servivano invece a contrastare gli effetti disastrosi delle bombarde. Ai soli iscritti FAI è riservato in esclusiva un ulteriore percorso che comprende l’accesso ai locali del livello inferiore della torre di destra e al terrazzo panoramico posto sulla torre centrale, da cui si gode una splendida vista sulla città e sull’altopiano murgiano.
Il Castello Tramontano è una delle aperture dell’Itinerario europeo delle Giornate FAI d’Autunno 2026, in collaborazione con la Rappresentanza in Italia della Commissione europea.
Tricarico (MT)
TERRAZZAMENTI, MURETTI A SECCO E ORTI SARACENI
Testimonianza di un'antica presenza umana, l'area degli “orti saraceni”, così denominati da Pietro Laureano per la stretta interrelazione con i sovrastanti quartieri della Rabata e della Saracena, costituisce un unicum in Basilicata con la sua perfetta simbiosi tra costruito e paesaggio e con l'insieme di terrazzamenti, grotte, cavità, resti di antichi mulini, un luogo di inestimabile valore paesaggistico. Un'area caratterizzata da una rete di fertilissimi fazzoletti di terra, delimitati da muretti a secco disposti sul costone roccioso della collina e degradanti sul sottostante vallone del torrente Milo, il cui letto si articola in una miriade di orti, resi irrigui da tecniche di canalizzazione delle acque sorgive di impianto arabo e da un microclima a costante umidità. Le acque, infatti, raccolte in cisterne scavate o in pozze nel terreno, con un sistema di piccoli rigagnoli passano da un orto all'altro con una modalità che rimanda alle tecniche di raccolta, riciclo e uso delle acque riscontrate nella Cappadocia e nel Sahara.
In occasione della Giornate FAI d’Autunno si potrà ascoltare la storia di un luogo unico e suggestivo dove la natura si fonde col costruito dei palazzi che delimitano il centro storico. I muretti a secco, i terrazzamenti, le canalizzazioni, le piccole scale in pietra, le tracce dei mulini sono l'espressione di una sapienza antica e di tecniche di riuso sostenibile delle acque. Completano l'insieme i resti dell'antico ponte in pietra voluto da un sacerdote benemerito e “illuminato” di Tricarico, don Pancrazio Toscano, per agevolare il transito dei contadini della Rabata e della Saracena verso le campagne.
Ferrandina (MT)
CHIESA E CONVENTO DI SAN FRANCESCO
Le Giornate FAI d’Autunno offriranno l’opportunità di visitare un luogo normalmente chiuso al pubblico, custode di una storia secolare e di un importante patrimonio storico, artistico e spirituale. L’apertura della Chiesa e del Convento di San Francesco assume un significato speciale poiché si inserisce nell’anno in cui ricorrono gli 800 anni dalla morte di San Francesco d’Assisi. Il percorso accompagnerà i visitatori alla scoperta del complesso conventuale, ripercorrendone la storia dalla fondazione del 1614 sotto Paolo V alle trasformazioni architettoniche e artistiche che ne hanno segnato l’evoluzione nei secoli. Sarà inoltre possibile conoscere il ruolo svolto dal convento nella vita religiosa, culturale e sociale della comunità ferrandinese. Il complesso è stato candidato al censimento “I Luoghi del Cuore” del FAI, iniziativa volta a promuoverne la tutela e la valorizzazione. L'apertura sarà accompagnata da performance artistiche e musicali a tema francescano.
Originariamente a navata unica, la chiesa fu ampliata nel 1769 con una navata inferiore in stile barocco. Sono state rilevate tracce di affreschi, successivamente ricoperti da stucchi, probabilmente attribuibili alla bottega di Pietro Antonio Ferro, pittore di fama originario di Ferrandina. Durante i restauri sono stati rinvenuti sepolcri, tra cui quello della nobildonna Maddalena Ridola, celebrata dal marito con un'epigrafe ritmica. Sotto il pavimento della chiesa si trovano ipogei utilizzati come tombe. Il convento ospitava inoltre una ricca biblioteca, centro culturale dell'antica Università di Teologia, da cui provengono manoscritti e cinquecentine oggi custoditi presso gli Archivi di Ferrandina e Matera.
Tursi (MT)
TURSI: TRA SPIRITUALITÀ E POESIA
Situata su una collina nella valle del fiume Agri, Tursi conserva nel suo antico abitato storico, Rabatana, un'atmosfera d'altri tempi con tracce di influenze arabe, grazie alle sue case in pietra, grotte e vicoli. L’economia del paese è, da tempi remoti, fondata sulle produzioni agricole come frutta, vigneti e ulivi e fino agli anni '70 Tursi ospitava nel centro storico frantoi, mulini e botteghe artigianali ora chiusi, ma ancora simbolo culturale. Antichi palazzi, cappelle gentilizie, frantoi, mulini e botteghe artigianali ora chiusi, ma ancora simbolo culturale, raccontano la vita e il lavoro delle comunità di un tempo. Gli edifici e i palazzi storici progettati con architetture essenziali e funzionali, sono costruiti con materiali locali come pietra, legno, mattoni e riflettono uno stile rustico e autentico. Soffitti con travi a vista e pavimenti in pietra o terracotta custodiscono le tracce di vite laboriose. Punto di partenza della visita durante le Giornate FAI d’Autunno sarà Piazza Antonio Popia, nel cuore della Rabatana, per un percorso tra storia, fede, tradizioni e poesia. La visita condurrà alla scoperta dell’antico frantoio dei primi del ’900, di una tipica abitazione del borgo e della Chiesa di Santa Maria Maggiore. Scendendo verso il rione San Michele, si passerà davanti all’omonima chiesa, prima cattedrale di Tursi, fino alla Casa Museo di Albino Pierro. Qui, il racconto della sua vita e la lettura di alcune delle sue poesie accompagneranno i visitatori alla scoperta del profondo legame del poeta con Tursi, i suoi paesaggi e la memoria della sua terra. Il percorso proseguirà in Piazza Plebiscito, con la Chiesa di San Filippo, patrono di Tursi, Palazzo Brancalasso, la Società Operaia di Mutuo Soccorso e due cappelle gentilizie. Si raggiungeranno poi la Cappella della Madonna delle Grazie, la Cattedrale e il Palazzo Vescovile.
Bernalda (MT)
CASTELLO DI BERNALDA
La struttura esistente del Castello di Bernalda, la cui origine risale al XV secolo per volontà del principe Pirro del Balzo, riporta le tracce della sua evoluzione storico-architettonica, a partire dalla torre normanna su cui si è innestato un impianto fortilizio quadrangolare, poi ampliato e rimodulato dal feudatario Bernardino de Bernaudo. L'ultimo ampliamento testimonia il passaggio dei duchi spagnoli “Perez Navarrete”, che diedero al maniero l'aspetto di un palazzo ducale del XVIII secolo. Il restauro ad opera del Comune di Bernalda ha evidenziato una traccia muraria retrostante e più antica di quella frontale, con architravi lapidei che indicano originarie aperture, così come sul muro del retro del castello è evidente ora la stratificazione delle feritoie inserite nelle varie epoche diversificate per la tipologia delle armi usate. Allo stato attuale sono stati restaurati il piano terraneo con stalle e sale varie e tramite l'androne centrale a corte è accessibile il piano soprano, l'antica residenza padronale.
In occasione della Giornate FAI d’Autunno, oltre ai due livelli fruibili del castello, in via eccezionale per la prima volta, i visitatori saranno accompagnati nei sotterranei del castello, per scoprire segreti e straordinarie novità.
Il percorso si completerà con la visita dello Spazio Pinacoteca Arte e Creatività Contemporanea (SPACC), che raccoglie opere in pittura, scultura, grafica, fotografia e ogni altro manufatto di epoca moderna e contemporanea realizzate da artisti italiani e internazionali altamente rappresentativi della realtà socio-culturale del territorio lucano e che hanno un legame con esso.
Potenza
LA VILLA DI SANTA MARIA - GIARDINO STORICO E ORTO BOTANICO
Villa Santa Maria, estesa per circa un ettaro, si trova nel quartiere omonimo di Potenza, oggi pienamente integrato nel tessuto urbano. La villa conserva i caratteri di un giardino storico nato con finalità scientifiche, agrarie e ornamentali. L'antico Orto era organizzato in viali e aiuole, con settori destinati a piante ornamentali e medicinali, frutteti, vivai e colture sperimentali, oltre a serre e strutture per l'irrigazione. Oggi la Villa mantiene un impianto segnato da ampi viali alberati e da un ricco patrimonio arboreo, nel quale prevalgono ippocastani, tigli, cipressi, pini e aceri, oltre a due esemplari di tasso. Elemento caratterizzante è la storica fontana con vasca circolare posta in asse con la Caserma Lucania. Nel grande Viale delle Acacie fu realizzato nel 1923 il Parco della Rimembranza, con la piantumazione di 96 aceri montani dedicati ai caduti potentini della Grande Guerra. Il valore ambientale della Villa risiede soprattutto nella persistenza, nel cuore della città contemporanea, di un'area verde che conserva la memoria dell'antico Orto Agrario Sperimentale e della sua straordinaria biodiversità ottocentesca.
Durante le Giornate FAI d’Autunno la visita permetterà di riscoprire Villa Santa Maria oltre la sua consueta funzione di parco urbano, ricostruendo la storia dell’antico Orto Agrario Sperimentale istituito nel 1823. Percorrendo i viali alberati, i visitatori scopriranno un luogo che nell’Ottocento fu laboratorio di innovazione agricola e botanica, dove si coltivavano centinaia di specie e varietà provenienti anche da territori lontani. Il percorso consentirà di leggere le tracce ancora presenti dell’antico impianto, dalla fontana centrale al patrimonio arboreo. Documenti, testimonianze e curiosità restituiranno idealmente l’aspetto perduto dell’Orto e racconteranno personaggi, sperimentazioni e vicende che ne fecero un importante centro scientifico.
Villa di Santa Maria è una delle aperture dell’Itinerario europeo delle Giornate FAI d’Autunno 2026, in collaborazione con la Rappresentanza in Italia della Commissione europea.
Genzano di Lucania (PZ)
CHIESA E MONASTERO DELLA SS. ANNUNZIATA
Il complesso monastico di S. Maria Annunziata si trova nella zona più antica di Genzano, non lontano dal tratto lucano dell'Appia Antica, e domina un promontorio circondato da tre profondi valloni, che offre una vista panoramica sull'antico fonte di Capo d'Acqua e sul Monte Vulture. Si tratta di uno dei più antichi insediamenti francescani della Basilicata, fondato nel 1321 da Aquilina di Monteserico; dopo la demolizione e la sua ricostruzione a metà del Trecento grazie a Roberto Sanseverino, il complesso subì modifiche e ampliamenti in seguito al Concilio di Trento, con lavori che continuarono fino alla metà del XVIII secolo. Fu abitato dalle religiose dell'Ordine di S. Chiara fino al 1905, quando passò in proprietà al Comune, per essere adibito a usi civili. Da metà del secolo scorso, però, permane in disuso e abbandonato. Durante le Giornate FAI d’Autunno il pubblico avrà l'opportunità di visitare la Chiesa e il cantiere di restauro dell'organo settecentesco, il chiostro, il giardino e alcuni ambienti del Monastero. La visita permetterà di immergersi in un magnifico scenario storico e paesaggistico, che spazia dalle grotte ipogee scavate nell'arenaria nei Valloni all'area naturalistica dell'antico Fonte di Capo d'Acqua. Con ben 10.481 voti, il complesso è stato scelto come il primo Luogo del Cuore in Basilicata e il ventunesimo nella graduatoria nazionale del Censimento FAI del 2022.
Pietragalla (PZ)
PARCO URBANO DEI PALMENTI
Il Parco Urbano dei Palmenti di Pietragalla è un vero e proprio paesaggio culturale, costituito da un complesso di circa 200 manufatti, estesi su due ettari di terreno esposti a sud-est e scavati nella roccia arenaria, dove avveniva la pigiatura delle uve e la fermentazione del mosto fino agli anni Settanta. Sapiente modellazione della natura da parte dell’uomo, i Palmenti sono un complesso di grotte, per lo più ipogee, la cui struttura attuale risale alla seconda metà del XIX secolo. Come altre costruzioni, seguono il principio elementare di economia costruttiva, utilizzando i materiali presenti entro i limiti ristretti dell'ambiente circostante. L'interno del palmento presenta generalmente tre vasche differenziate: nella più piccola e più alta si versava l'uva, trasportata da bestie da soma in bigonce, che veniva pigiata a piedi nudi. Il mosto, attraverso un foro, cadeva in una vasca sottostante che raccoglieva anche i raspi. In occasione delle Giornate FAI d’Autunno, il percorso di visita nella storia vitivinicola della civiltà contadina del luogo si conclude nelle rutt' (grotte), anch'esse scavate nella roccia arenaria, esposte a nord-ovest (la parte più fredda del paese), dove veniva conservato il vino.
San Martino d’Agri (PZ)
ANTICO OPIFICIO ROMANO “MULINO E GUALCHIERA”
L'antico Opificio Romano è un tipico edificio del XVIII–XIX secolo, con un doppio sistema di torri per alimentare i macchinari del mulino e della gualchiera. Operante fino ai primi anni 20 del XX secolo, l'edificio non ha subito grossi rimaneggiamenti e ciò ha permesso di mantenere il carattere architettonico attuale. Recentemente recuperato sia nelle strutture che nei macchinari, rappresenta una rarità nel suo genere ospitando nello stesso luogo il mulino e la gualchiera. L'opificio è composto da due locali al cui interno sono ubicate le attrezzature del mulino e della gualchiera. È caratterizzato dalla presenza di due torri: una verticale alta 10 metri che alimentava la ruota verticale della gualchiera e una inclinata di 12 metri che alimentava la ruota orizzontale del mulino. Edificato totalmente su roccia affiorante in muratura di pietrame locale, con solai in legno di castagno e copertura in coppi di argilla, è accostato ad una parete rocciosa che funge da muro per il locale della gualchiera. Durante i lavori di restauro sono emersi alcuni reperti (cocci di ceramica e pietrame lavorato) che attestano la presenza dell'opificio sin dal 1400.
Nel corso delle Giornate FAI d'Autunno sarà possibile visitare l’intera struttura dell’opificio: il mulino e la gualchiera, le torri e il canale di adduzione dell’acqua.
Elenco completo dei luoghi aperti in BASILICATA e modalità di partecipazione all’evento su: https://fondoambiente.it/il-fai/grandi-campagne/giornate-fai-autunno/i-luoghi-aperti/?regione=BASILICATA
Si ringrazia la Rappresentanza in Italia della Commissione europea, da anni al fianco del FAI in occasione degli eventi nazionali. Nel corso delle Giornate FAI d'Autunno 49 siti storici, artistici e culturali destinatari di finanziamenti europei, saranno visitabili a testimonianza dell’impegno dell’Europa nella salvaguardia e sviluppo del patrimonio culturale italiano ed europeo. Le Giornate FAI d'Autunno 2026 si svolgono in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione e del Merito e con il Patrocinio del Ministero della Cultura, di Regione Basilicata, di tutte le Regioni e le Province autonome italiane. Si ringrazia per il sostegno Fondazione CARICAL.
Si ringraziano la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Protezione Civile, da tempo al nostro fianco con i suoi volontari, e il Ministero della Difesa, lo Stato Maggiore della Difesa e le Forze armate che hanno concesso l’apertura di alcuni loro luoghi simbolo. Si ringrazia il Fondo Edifici di Culto per averci concesso l’apertura di alcune chiese di sua proprietà nell’ambito dell’accordo di collaborazione siglato con il Ministero dell’Interno. Un ringraziamento per il generoso sostegno alla buona riuscita della manifestazione all’Arma dei Carabinieri e alla Croce Rossa Italiana.
Si ringraziano Confindustria e Museimpresa per la collaborazione nell’individuazione e nel coinvolgimento di imprese e musei d’impresa che, in occasione delle Giornate FAI d’Autunno, apriranno eccezionalmente le proprie porte al pubblico, quali testimonianze significative del saper fare italiano.
Le Giornate FAI d’Autunno 2026 sono rese possibili grazie al fondamentale sostegno di importanti aziende illuminate:
Dolce&Gabbana, la casa di moda che fin dalla sua fondazione riconosce e promuove le eccellenze artigiane italiane e il patrimonio artistico e culturale del territorio, vicina al FAI in qualità di Partner. Una speciale collaborazione basata sui valori comuni di italianità, amore per il Fatto a mano, responsabilità etica, formazione delle giovani generazioni, creatività e bellezza.
Groupama Assicurazioni, tra i principali player del settore assicurativo in Italia, da sempre impegnata nella salvaguardia del nostro patrimonio e già Corporate Golden Donor del FAI, rinnova il suo sostegno all’evento in qualità di Sponsor per il quarto anno consecutivo.
Nims, società del Gruppo Lavazza e specializzata nella vendita diretta dei sistemi Lavazza in Black e Lavazza Tablì con macchine da caffè in comodato d'uso gratuito, rinnova il suo sostegno al FAI come Sponsor dell’evento. Una collaborazione che prosegue guidata dall’amore per la bellezza e la cultura italiana e dalla condivisione di valori quali la cura e l’attenzione per i luoghi, la presenza capillare sul territorio e il desiderio di offrire esperienze autentiche.
Seda packaging Group, fondato ad Arzano (Napoli) e leader internazionale nella produzione di packaging alimentare in carta, è al fianco della Fondazione per il secondo anno consecutivo. Una collaborazione che rappresenta la naturale espressione dei valori dell’azienda e del suo impegno verso le generazioni future, in piena sintonia con la missione del FAI.
Italo, primo operatore privato italiano sulla rete ferroviaria ad alta velocità, rinnova il proprio sostegno al FAI, contribuendo a promuovere un turismo sostenibile e a favorire la scoperta dei luoghi più significativi del patrimonio culturale italiano.
Si ringrazia Ferrero, storica amica del FAI, da sempre impegnata nello sviluppo delle comunità e al rispetto dell’ambiente, per il prezioso sostegno all’evento.
Grazie, inoltre, a Ferrarelle Società Benefit, Partner degli eventi istituzionali e acqua ufficiale del FAI, che ha donato il proprio prodotto per l’iniziativa ed è presente tra i luoghi visitabili con il suo Parco Sorgenti di Riardo (CE), patrocinato FAI ed esempio virtuoso di gestione responsabile delle risorse custodite, nonché di valorizzazione del patrimonio agricolo-paesaggistico.
Le Giornate FAI d’Autunno chiudono la Settimana di sensibilizzazione Rai dedicata ai beni culturali in collaborazione con il FAI. Dal 5 all’ 11 ottobre, come ormai da oltre 10 anni, Rai conferma l’impegno del Servizio Pubblico multimediale alla promozione, cura e tutela del patrimonio culturale, artistico e paesaggistico italiano. Rai sarà infatti in prima linea al fianco del FAI con tutti i canali radiofonici e televisivi e attraverso RaiPlay e RaiPlay Sound per creare un racconto corale che metterà al centro la bellezza e la sostenibilità del nostro patrimonio. Rai è Main Media Partner del FAI e supporta in particolare le Giornate FAI d’Autunno 2026 anche attraverso la collaborazione di Rai per la Sostenibilità ESG.
Il FAI ringrazia la FIAB – Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta per la preziosa e duratura collaborazione, che rappresenta un passo importante volto a coniugare la tutela del paesaggio e del patrimonio culturale con un modello di mobilità dolce, capace di valorizzare i territori e ridurre l’impatto ambientale.
Grazie di cuore per l’organizzazione e la gestione dell’iniziativa a tutti i Delegati della Rete territoriale del FAI – 19 Direzioni Regionali, 135 Delegazioni, 113 Gruppi FAI, 94 Gruppi FAI Giovani e 18 Gruppi FAI Ponte tra culture - e a tutti i volontari attivi in Italia.
Un ringraziamento speciale agli oltre 9.000 Apprendisti Ciceroni, studenti appositamente formati che accompagneranno il pubblico alla scoperta dei luoghi aperti, vivendo un’esperienza di cittadinanza attiva e partecipazione culturale.
Infine, un sentito grazie ai proprietari dei luoghi aperti e alle amministrazioni comunali che hanno aderito all’iniziativa, contribuendo a rendere possibile questo straordinario evento diffuso.