
POLICORO / SCANZANO JONICO – È stata una mattinata di mobilitazione e forte rivendicazione territoriale quella che ha visto protagonisti gli agricoltori, i cittadini e gli amministratori locali del Metapontino. Promossa dal Comitato Spontaneo degli Agricoltori insieme al Comitato Liberi Cittadini di Scanzano Jonico, la manifestazione ha portato in piazza il grido d'allarme di un intero comparto ormai stremato dal generale aumento del costo della vita e dall'impennata dei costi di produzione.
Il raduno è scattato alle 8:00 in Piazza Aldo Moro, davanti alla sede del Municipio di Policoro. Da lì ha preso il via un corteo di trattori, mezzi agricoli e auto che ha imboccato la Statale 106 Jonica in direzione nord. La sfilata dei mezzi ha causato un semi-blocco della carreggiata con rallentamenti per oltre due ore, ricevendo anche la solidarietà e l'adesione spontanea degli autotrasportatori di passaggio.
Al centro della contestazione vi è una situazione economica definita insostenibile: il prezzo del gasolio agricolo ha raggiunto la quota di 1,70 euro al litro, un peso che rischia di affossare le aziende agricole e di scaricarsi inevitabilmente sui consumatori finali.
Una protesta «senza colori né bandiere politiche», come ribadito dal portavoce Rocco Albini, che ha visto però una compatta risposta da parte delle istituzioni locali. In prima fila, con la fascia tricolore, hanno sfilato i sindaci e gli amministratori dell'intero comprensorio: da Policoro e Scanzano Jonico fino ai rappresentanti di Pisticci, Bernalda, Tursi, Nova Siri e Montalbano Jonico. Un segnale di unità da parte di un territorio che vive principalmente di agricoltura e che teme la desertificazione economica e sociale.
La mobilitazione si è poi trasferita nei pressi dell'ex Hotel Miceneo a Scanzano Jonico, dove è stato allestito un presidio per fare il punto sulle rivendicazioni e raccogliere gli interventi degli amministratori e degli operatori di settore.
I sindacii hanno sottolineato la necessità di fare fronte comune affinché il maggior gettito fiscale incassato dallo Stato in questa fase di inflazione venga restituito ai territori sotto forma di risorse immediate per sostenere aziende e famiglie. Hanno evidenziato l'illusione della partecipazione limitata ai social, rivendicando l'importanza di essere presenti fisicamente nel mondo reale. Hanno inoltre richiamato l'attenzione sulle criticità storiche della Basilicata, come la gestione idrica e la necessità di sospendere i canoni consortili.
Alcuni agricoltori hanno espresso una forte disillusione verso la politica dei "contributi a pioggia" e dei bonus una tantum (definiti un'elemosina insufficiente di pochi euro ad ettaro), chiedendo invece interventi strutturali, tutele contro la concorrenza sleale dei prodotti esteri esenti dalle stringenti normative europee e una revisione dei costi collaterali (come le tasse sul packaging e il Conai).
I rappresentanti regionali hanno riconosciuto la gravità del momento, sottolineando la necessità non solo di dare "ossigeno" immediato alle imprese, ma di avviare un cambio strutturale della politica agricola regionale per evitare che i problemi si ripresentino ciclicamente.
Nonostante una partecipazione numerica che gli organizzatori avrebbero voluto ancora più ampia, il messaggio lanciato al Governo e alla Regione Basilicata è arrivato forte e chiaro.
Mentre l'Assessore regionale all'Agricoltura, Carmine Cicala, ha fatto sapere che la Giunta regionale starebbe individuando prime risorse a bilancio contro il caro-gasolio, i comitati e i primi cittadini hanno ribadito che non ci si può accontentare di tamponi temporanei. Le richieste restano ferme:
1. L'impiego immediato di risorse regionali concrete per dare ristoro a imprese e famiglie;
2. L'introduzione delle accise mobili da parte del Governo nazionale per calmierare il prezzo dei carburanti;
3. Un documento condiviso e firmato da tutti i Sindaci del Metapontino da portare in Consiglio Regionale per pretendere misure strutturali su costi di produzione, fauna selvatica e gestione delle risorse idriche.
La giornata si è conclusa in modo ordinato grazie al lavoro delle forze dell'ordine, ma i comitati hanno già preannunciato che questo è solo il primo passo di una mobilitazione destinata a proseguire.
Nicola Decio Dimatteo