
Martedì 20 ottobre, alle 10:45, il Coordinamento Agricoltori Basilicata entra nel Parlamentino del Consiglio Regionale, convocato in audizione dalla Terza Commissione sulla crisi agricola e sul caro carburante.
Pochi giorni fa il Palazzo ci chiudeva il portone in faccia. Oggi ci manda l’invito. Non è cambiata la Regione: è cambiato il rumore che saliva dalla strada. Niente tessere, niente padrini, niente rimorchi prenotati. Solo agricoltori stanchi di aspettare. C’è chi parlerà di fortuna. Noi lo chiamiamo lavoro.
E il lavoro non è finito: è appena cominciato. In Commissione non andiamo a festeggiare. Ci andiamo per lo stesso motivo per cui siamo nati: perché le cose non funzionano, e noi non ci rassegniamo. Porteremo proposte concrete sul caro carburante, sulla tenuta delle aziende e sul Tavolo Verde. Gli annunci li lasciamo ad altri: non pagano il gasolio.
Partiamo dai risultati, come si fa in qualunque azienda. La crisi andava vista arrivare, e non è stata vista. Quando è esplosa, si è preferita una platea amica a un settore unito. Il guaio, allora, non è chi siede al tavolo: è il tavolo. E chi lo guidava se ne assuma la responsabilità. Non serve ripeterlo.
Per questo il Tavolo Verde va rifatto da capo. Aperto ai coordinamenti di agricoltori, alle organizzazioni di produttori, alle nuove sigle. Regole pubbliche, verbali consultabili, un responsabile e una scadenza per ogni decisione. Altrove la chiamano normalità. Qui sembra fantascienza.
Lo diciamo da un anno. Oggi se ne accorgono anche Copagri, CIA e Confagricoltura: tre su quattro. La quarta, si sa, era impegnata sul rimorchio. Con numeri così, in qualunque consiglio di amministrazione, si cambia. Martedì scopriremo se sono convinzioni o parole di circostanza.
Noi non chiediamo alleanze né posti a nessuno. Siamo agricoltori liberi, e ci mettiamo la faccia. Lo facciamo per chi ogni mattina accende il trattore e fa i conti, per i giovani che hanno scelto di restare, per una Basilicata che merita più di un annuncio. Chi vuole seguirci troverà la porta aperta: noi, a differenza di altri, le porte non le chiudiamo.
Ci vediamo martedì. I conti li sappiamo fare. E sappiamo anche presentarli.
Coordinamento Agricoltori Basilicata