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 LOMUTIII

Eppure, non molto tempo fa, li chiamavamo “i nostri angeli”. Erano gli autotrasportatori. Quelli che in piena pandemia mettevano a rischio tutto, persino la loro vita, pur di non far morire due volte il nostro Paese. Hanno rappresentato una categoria essenziale per garantire la continuità della catena di approvvigionamento e la distribuzione dei beni di prima necessità (come cibo e medicinali), operando spesso in condizioni di forte incertezza e isolamento.

Oggi, invece, tutto d’un tratto, non sono più i nostri angeli ma, al contrario, qualcosa di fastidioso, qualcosa da occultare. Da mettere nel dimenticatoio generale.

E come puoi arrivare a fare questo? Semplice: ordinando al servizio pubblico di non fare servizio pubblico ma privato, o meglio, governativo. Eppure il canone lo paghiamo tutti noi.

E allora la domanda è: perchè, delle proteste degli autotrasportatori in Basilicata, Puglia, Sicilia, Calabria, Campania  e Molise (alle quali si sono uniti agricoltori, lavoratori e cittadini), nonostante avessero assunto dimensioni importanti, provocando ripercussioni sulla viabilità, sull'approvvigionamento dei carburanti e sulle attività economiche, non ne è stata data notizia per giorni? Perchè, nonostante la portata della mobilitazione e le ragioni che l'hanno determinata, l'informazione televisiva nazionale riserva alla vicenda uno spazio decisamente insufficiente e tardivo?

Questo e altro sono oggetto dell’interrogazione parlamentare a mia firma. Il Governo, inoltre, deve verificare quale attenzione sia stata effettivamente dedicata dal servizio pubblico radiotelevisivo alle manifestazioni, con particolare riferimento ai tempi, alla durata e al rilievo attribuito alle notizie nei principali telegiornali nazionali.

Si tratta di ricordare che il servizio pubblico ha il dovere di raccontare il Paese nella sua interezza, comprese le difficoltà e le proteste di quei territori che troppo spesso restano ai margini dell'attenzione nazionale.

Gli autotrasportatori stanno manifestando per problemi reali, che riguardano il costo del carburante, la sostenibilità del loro lavoro, le politiche agricole europee e, più in generale, un aumento del costo della vita che pesa ogni giorno sulle famiglie e sulle imprese. Sono questioni che meritano risposte concrete dalle istituzioni e un'informazione all'altezza della loro gravità.

Quando il disagio economico e sociale porta centinaia di persone a mobilitarsi, non siamo di fronte a una notizia marginale. E non è accettabile che le difficoltà di una regione ricevano attenzione soltanto quando le conseguenze delle proteste diventano impossibili da ignorare.

La Basilicata e tutto il sud non sono periferie dell'informazione nazionale e i cittadini non possono essere considerati meno importanti di quelli di altre regioni.

A chi sta manifestando voglio dire che le vostre ragioni meritano ascolto, rispetto e attenzione. Le difficoltà che denunciate non devono rimanere confinate nelle cronache locali, né essere ridotte a un problema di ordine pubblico o di circolazione stradale. Dietro quelle proteste ci sono persone che lavorano, imprese che faticano a sopravvivere e famiglie che vedono ridursi ogni giorno il proprio potere d'acquisto.

Continuerò a seguire questa mobilitazione e a portare nelle sedi parlamentari le questioni che essa solleva, perché il diritto a essere ascoltati e quello a essere adeguatamente informati sono entrambi fondamentali per una democrazia che voglia essere realmente vicina ai cittadini.

On. Arnaldo Lomuti

Deputato M5S

Segretario Commissione Difesa

Segretario della delegazione italiana presso l'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa

Camera dei Deputati

Roma