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COSENZA – Un sacerdote è stato arrestato dai Carabinieri della Compagnia di Reggio Calabria con l’accusa di violenza sessuale su un minore. I presunti abusi, iniziati quando la vittima aveva appena 16 anni, sarebbero proseguiti per quasi cinque anni, fino al 2020, continuando anche dopo che il ragazzo aveva raggiunto la maggiore età.
La dinamica degli abusi: fiducia tradita e manipolazione
L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Reggio Calabria e diretta dal procuratore Giuseppe Lombardo, ha ricostruito una vicenda di profonda violenza psicologica e fisica. Il sacerdote, approfittando del suo ruolo di guida spirituale e della fragile situazione familiare del giovane, avrebbe prima costruito un rapporto di fiducia, per poi degenerare in atti di abuso.
Secondo gli investigatori, il religioso attirava il ragazzo con attenzioni e adulazioni, coinvolgendolo nelle attività parrocchiali. Una volta isolato, lo avrebbe aggredito in luoghi nascosti della struttura ecclesiastica. In alcuni casi, dopo gli atti di violenza, il prete avrebbe addirittura impartito una benedizione alla vittima, chiedendole “perdono” in un macabro rituale che mescolava sacro e profano.
La paura della vittima e il silenzio imposto
Il giovane, nonostante il dolore e la sofferenza, avrebbe faticato a denunciare gli abusi, intrappolato in un rapporto di soggezione e paura. Temeva di perdere il legame con la comunità parrocchiale, unico punto di riferimento nella sua vita. Secondo l’accusa, il sacerdote avrebbe sfruttato questa dipendenza emotiva per mantenere il controllo, rendendo la vittima incapace di ribellarsi.
Il trasferimento e il continuo contatto con minori
Nonostante il cambio di parrocchia, trasferito in un altro paese della provincia di Cosenza, l’uomo avrebbe continuato a svolgere attività pastorali con minori, sollevando interrogativi sulle eventuali misure preventive adottate dalla diocesi.
L’arresto e le indagini
L’arresto è stato eseguito in base a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP di Reggio Calabria. Le indagini si sono basate su testimonianze, documenti e attività tecniche, confermando un sistema di abusi prolungati e pianificati.
La vicenda riaccende i riflettori sui casi di violenza nella Chiesa e sulle strategie di prevenzione per proteggere i minori. Intanto, la giustizia dovrà fare il suo corso per dare risposte a una vittima che ha subito in silenzio per troppo tempo.
(Fonte: Ansa)