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Vaghe_Ninfe.jpgVivaVerdi Multikulti / 29ª edizione Matera / luglio - dicembre 2025 INTERSECAZIONI

VIVAVERDI MULTIKULTI: doppio appuntamento nel fine settimana a Matera con i concerti 

  • sabato 15 novembre –concerto dell’Ensemble Barocco Filologico “Le Vaghe Ninfe”
  • domenica 16 novembre – “Da Bach a Berio”con il Matera 2.0 Ensemble

Entrambe le esibizioni si terranno nella residenza storica di Palazzo Bernardini (ore 20.30)

La rassegna VivaVerdi Multikulti anche le location hanno un ruolo determinante nella programmazione dei concerti. Sarà una dimora storica nel cuore del centro storico a fare da contenitore d’eccellenza per i prossimi due appuntamenti che offre il ricco cartellone che da 29 anni presenta l’associazione d’arte e cultura Arterìa di Matera. Si tratta del Palazzo Bernardini, storicamente noto come Palazzo Ferraù o Giudicepietro, una dimora nobiliare che si trova in Arco del Sedile n. 9, in una delle zone più suggestive del cuore antico della città dei Sassi. Nelle sontuose sale della residenza che ospitò Giuseppe Bonaparte nel 1806, saranno proposti i concerti, con inizio entrambi alle 20.30 dell’Ensemble Barocco Filologico “Le Vaghe Ninfe”(sabato 15 novembre) e del Matera 2.0 Ensemble (Progetto Under 35, in collaborazione con la classe di Musica da Camera del Conservatorio “Duni” di Matera) con il concerto “Da Bach a Berio” (domenica 16 novembre)l

N. B. – Le schede dei singoli concerti, rispettivamente dei giorni 15 e 16 novembre prossimi sono di seguito nelle pagine successive. Qui riportiamo, in breve, i programmi che saranno proposti nel corso delle due esibizioni.

  • sabato 15 novembre: “Corona delle Napolitane” di Marc’Antonio Mazzone (Miglionico, data incerta tra il 1540 e il 1550 – Venezia, 1626) con  l’ensemble barocco filologico “Le Vaghe Ninfe”. La formazione cameristica Un concerto interamente dedicato alla raccolta Corona delle Napolitane a tre e quattro voci di Mazzone, pubblicata a Venezia nel 1570, trascritta in notazione moderna da Maria Antonietta Cancellaro. L’ensemble si compone di Valeria Polizio - soprano, Anastasiia Abrutynia - contralto, Michele Dispoto - baritono, Sofia Ruffino - viola da gamba, Maria Antonietta Cancellaro - clavicembalo e concertazione.
  • domenica 16 novembre: progetto musicale under 35 “Da Bach a Berio” con il “Matera 2.0 Ensemble” realizzato in collaborazione con il Conservatorio “E. R. Duni” di Matera. Saranno eseguite musiche di Johann Sebastian Bach, Antonio Vivaldi, Georg Friedrich Händel, Loredana Paolicelli, Luciano Berio. concerto si muove con naturalezza tra epoche lontane, intrecciando la luminosità del barocco con le risonanze del Novecento e della musica popolare contemporanea. Il “Matera 2.0 Ensemble” si compone di Daniela Lomagistro (violino); Maria Sofia Conenna (oboe); Giovanni Di Grottole (tromba); Arianna Cinieri (soprano); Raffaele Berloco (baritono); Federica Di Nucci, Federica Pirretti, Giovanni Alvarez, Giovanna Sevi e Mario Di Marzio (violini); Vitor Coelho e Grazia Pierro (viole); Michelangelo Abbate e Pasquale Lovecchio (violoncelli); Giovanni Campagna (contrabbasso); Alberto Paternoster (clavicembalo); Marianna Magnatta (arpa); Vittorio Strusi e Alessandra Simonetti (flauto); Pasquale Truncellito (clarinetto). Dirigono Loredana Paolicelli e Gianluigi Borrelli.

Ø  La rassegna Intersecazioni - VivaVerdi Multikulti 2025, 29ª edizione, continua a Matera

venerdì 21 novembre, Palazzo Bernardini, ore 20.30

concerto Evento Multikulti / Mysticos Arenaria

musiche di M Crispi, Produzione Formedonda

Per prenotazioni eventi in cartellone:

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

prevendita ticket: Cartoleria Montemurro, via delle Beccherie 69, Matera

 

Ensemble Barocco Filologico “Le Vaghe Ninfe” Corona delle Napolitane di Marc’Antonio Mazzone

Sabato 15 novembre, Palazzo Bernardini (ore 20.30)

 Il concerto si basa sulla raccolta “Corona delle Napolitane a tre e quattro voci” del compositore lucano Marc’Antonio Mazzone (Miglionico, data incerta tra il 1540 e il 1550 – Venezia, 1626), pubblicata a Venezia nel 1570, trascritta in notazione moderna da Maria Antonietta Cancellaro. Oltre ai numerosi brani di Mazzone la raccolta ne comprende alcuni di altri musicisti di scuola napoletana - Rodio, Di Nola, Dell’Arpa - che Mazzone definisce tutti suoi “amicissimi”. Si tratta di villanelle strofiche su testi prevalentemente amorosi dalla scrittura fresca e spigliata, in cui leggerezza e semplicità sono sottese da una sapiente arte contrappuntistica. In questo concerto le villanelle verranno eseguite in vari organici secondo la prassi del tempo, alternando voce solistica al duo e al trio vocale con strumenti, a cappella, o in versione esclusivamente strumentale.

Il programma:

Io vo cercando; Al primo sguardo; Chi t’ama e chi t’adora; Pascomi sol di pianto; O saporito volto; Ben mio vorria saper; Sospira core; Cors’a la morte; Quanto più posso; Correte tutti quanti; La persona che va; O core di diamante; Chi cerca navigar; Dopo ch’io vidi; Vorria crudel tornare; Bon cacciator; Amor sia benedetto; Se del mio gran tormento.

Note critiche a cura del chitarrista e musicologo Ettore Scandolera (Dottorato di Ricerca presso il Conservatorio “Duni” di Matera - “Al di là del paesaggio sonoro: prospettive musicologiche nella mappatura sonora degli ecosistemi e nell'interpretazione del territorio”):

Il titolo non dichiarato di questo programma potrebbe essere proprio “Io vo cercando”: perché ciò che lega questi brani, al di là dei secoli e dei nomi, è la ricerca. Ricerca dell’amore, della bellezza, della voce dell’altro, e forse, più in profondità, di sé stessi. Queste arie, madrigali e cantate nascono in quell’Italia tra Cinque e Seicento dove la parola e la musica si fondono in un solo respiro. È il tempo in cui il canto non è ancora teatro, ma già confessione; non è più soltanto misura e contrappunto, ma emozione, carne, desiderio.

Ogni titolo è un frammento di questo percorso umano: “Al primo sguardo” è l’attimo in cui tutto comincia, lo stupore dell’incontro. “Chi t’ama e chi t’adora” e “Ben mio vorria saper” raccontano il gioco, talvolta ironico, talvolta ferito, del corteggiamento. Ma subito la luce si fa più incerta: in “Pascomi sol di pianto”, “Sospira core” o “Cors’a la morte”la voce si piega al dolore, alla distanza, al rimpianto. È l’amore come tormento, come fuoco che consuma.

Eppure, anche nella malinconia, resta una vitalità irriducibile: “Correte tutti quanti”, “Bon cacciator”, “Amor sia benedetto” ci restituiscono la forza giocosa e terrestre dell’amore, il suo essere istinto e caccia, desiderio che non si arrende. Così la musica passa dal sospiro al sorriso, dalla dolcezza alla foga, dal lamento al canto dionisiaco.

In questo itinerario, la voce diventa il vero protagonista: è il filo che unisce tutti i pezzi, trasformandoli in una sorta di diario d’amore. Ogni frase musicale è un battito, ogni abbellimento una sfumatura dell’animo. È la lingua viva dell’affetto, quella che i compositori barocchi seppero tradurre in musica con una sincerità che ancora oggi ci commuove. Alla fine, quando si giunge a “Se del mio gran tormento”, non c’è davvero una conclusione: solo un nuovo inizio. Perché l’amore, come la musica, è un moto perpetuo. Si cerca, si perde, si ritrova — e in questo cercare infinito, l’ascoltatore riconosce qualcosa di sé.

Gli Artisti:

Valeria Polizio - È un Soprano leggero, diplomata in Canto e Canto Rinascimentale e Barocco (Laurea Biennale) al Conservatorio di Bari. Vincitrice per la Sezione Musica Antica nei Concorsi Euterpe, Premio Terre degli Imperiali, Wanda Landowska, Premio Chiara Fontana, definita “voce vivace, disinvolta e tenace, dotata di eccezionale agilità”. Ha interpretato i ruoli: Armidoro (La Cecchina Maritata); Violetta (La Traviata), Lucia (Lucia di Lammermoor). Ha inciso per Digressione Music e Brilliant. Svolge intensa attività concertistica e insegna vocalità barocca.

Anastasiia Abrutyinia - Contralto/Mezzosoprano, diplomata cum laude al Conservatorio “Piccinni” di Bari (Biennio di canto e Musica vocale da camera). Ha inciso per Digressione Music “Sakros” e “Stabat Mater” di Fenaroli. Ha interpretato ruoli come Melissa (La liberazione di Ruggiero), Maddalena (Rigoletto), Zita (Gianni Schicchi), Ottavia (Incoronazione di Poppea), Zia Principessa (Suor Angelica), Tisbe (Cenerentola). Attiva in concerti e produzioni in Italia e all’estero. 

Michele Dispoto - Basso-baritono, studia con G. Naviglio, si specializza poi in canto barocco e rinascimentale con L. Serafini, S. Prina e F. Zanasi. Con la Cappella Musicale Corradiana (dir. A. Magarelli) ha inciso Officia (Digressione Music 2018); con Schola Cantorum Barensis (dir. G. Scordari) ha realizzato Il Primo Libro Dei Madrigali A 5 v. di A. Baseo (Da Vinci Classics 2021) e Amore Langueo, Motets, di San Pietro del Negro (Da Vinci Classics 2022). Svolge attività concertistica sia da solista che in formazioni cameristiche in Italia e all’estero.

Sofia Ruffino - diplomata in violoncello al conservatorio di Milano si perfeziona con M. Brunello e in violoncello barocco con V. Paternoster. Studia Viola da Gamba con B. Hoffmann diplomandosi con C. Coin. Ha collaborato con le orchestre: da Camera Lugano, Rai Milano, Teatro Petruzzelli, Regionale Toscana. Incide per etichette Sony, Dad Records, Rai Trade, Amadeus. Fondatrice-direttrice de Le viole di Orfeo e cofondatrice de La Passarola Musicale con B. Naviglio e O. Maglio, si dedica all’interpretazione del repertorio antico con strumenti originali. È docente di Viola da gamba al conservatorio “Piccinni” Di Bari.

Maria Antonietta Cancellaro - Musicologa e clavicembalista, laureata al DAMS di Bologna, ha studiato clavicembalo con E. Fadini e conseguito diploma accademico con A. Coen al Conservatorio de L’Aquila. Ha pubblicato saggi di musica rinascimentale e barocca (Ut Orpheus Bologna, Rugginenti Milano, Olschki Firenze). Ha fondato nel 2005 l’ensemble Le Vaghe Ninfe con cui ha inciso da direttore artistico, clavicembalista e organista il CD Il Primo Libro delle Canzoni a 4 di M.A. Mazzone (Brilliant Classics 2016); da solista il CD ContraPuncta - Capricci op. 4 di G. Strozzi (Farelive 2023).

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Matera 2.0 Ensemble “Da Bach a Berio”

Domenica 16 novembre, Palazzo Bernardini (ore 20.30)

Il progetto “Da Bach a Berio” nasce da un’idea di Maria Sofia Conenna e Daniela Lomagistro, studentesse del conservatorio “E.R. Duni” di Matera”, unite dal desiderio di eseguire il Concerto in do minore per oboe e violino BWV 1060R di Johann Sebastian Bach e dalla passione per la musica barocca, maturata durante un corso dedicato all’esecuzione del repertorio di quell’epoca.

Il profondo interesse per il repertorio barocco e per lo studio delle prassi esecutive dell’epoca, affrontate con un approccio filologico, le ha condotte alla riscoperta del concerto bachiano, opera che incarna un perfetto equilibrio tra virtuosismo strumentale e dialogo espressivo. 

Dal percorso intrapreso la curiosità di ampliare l’indagine musicale per andare ad esplorare differenti linguaggi e sensibilità nell’ambito dello stesso contesto storico, ponendo attenzione ad altri due autori emblematici del periodo barocco inglese e italiano: Georg Friedrich Händel e Antonio Vivaldi.

Händel è stato un compositore in cui la forza teatrale si unisce a una profonda intensità espressiva, di questo verrà eseguita Sorge infausta una procella, aria tratta dall’opera “Orlando”. Si tratta di un pezzo di grande impatto drammatico, in cui la scrittura vocale, ricca di tensione e pathos, si intreccia con l’accompagnamento orchestrale in un dialogo di straordinaria efficacia emotiva. Questa scelta rispecchia il desiderio di approfondire la dimensione più teatrale e passionale del barocco, complementare alla purezza contrappuntistica di Bach. Di Antonio Vivaldi, figura emblematica del barocco veneziano, verrà eseguito il Concerto per archi e basso continuo in sol minore RV 156 e il primo movimento “Stabat Mater dolorosa” dello Stabat Mater RV 621 per contralto, archi e basso continuo; due opere che mettono in luce aspetti differenti ma complementari del suo linguaggio. 

Il concerto si distingue per l’energia ritmica e il brillante dialogo tra le parti strumentali, mentre lo Stabat Mater rivela una profonda intensità spirituale e un uso sapiente del colore armonico. Entrambi i brani testimoniano la capacità di Vivaldi di coniugare virtuosismo e lirismo, offrendo una visione completa della sensibilità italiana del primo Settecento.

Segue un omaggio a Luciano Berio di cui quest’anno ricorre il centenario della nascita. Della sua produzione si sono scelte le Beatles Songs, nelle quali il compositore rielabora tre celebri brani dei Beatles - Michelle, Ticket to Ride e Yesterday - attraverso lo stile contrappuntistico e la scrittura bachiana. In questo modo, Berio crea un affascinante dialogo tra passato e presente, fondendo la modernità popolare del Novecento con la struttura formale del barocco. Il programma arriva così a costruire un viaggio sonoro nello stile barocco, da Bach a Berio, attraversando tre secoli di storia musicale.

Il programma si completa con La perdita di Loredana Paolicelliuna Siciliana dolorosa per tromba ed archi tratta dall’opera teatrale “Papavero”, basata su un racconto di Dario Carmentano che narra la storia del pittore della Cripta dei Cento Santi a Matera, un artista misterioso con la passione per il papavero. Il brano è dedicato in memoria delle vittime della Striscia di Gaza come momento di riflessione e testimonianza del potere universale della musica nel dare voce al dolore e alla speranza.

Il programma

Johann Sebastian Bach: Concerto in do minore BWV 1060R per oboe, violino, archi e basso continuo; Antonio Vivaldi: Stabat Mater in fa minore RV 621, I movimento: Stabat Mater dolorosa; Georg Friedrich Händel: Orlando HWV 31, atto III “Sorge infausta una Procella”; Loredana Paolicelli: Siciliana per tromba, archi e cembalo; Antonio Vivaldi: Concerto in sol minore RV 156 per archi e basso continuo; Luciano Berio: The Beatles songs: Michelle I, Michelle II, Yesterday, Ticket to ride.

Note critiche a cura del chitarrista e musicologo Ettore Scandolera (Dottorato di Ricerca presso il Conservatorio “Duni” di Matera - “Al di là del paesaggio sonoro: prospettive musicologiche nella mappatura sonora degli ecosistemi e nell'interpretazione del territorio”):

Il programma di questo concerto si muove con naturalezza tra epoche lontane, intrecciando la luminosità del barocco con le risonanze del Novecento e della musica popolare contemporanea. Un viaggio che parte dalle architetture perfette di Bach e Vivaldi, attraversa il teatro di Händel, si apre alle suggestioni liriche di una compositrice di oggi, Loredana Paolicelli, e approda infine alla reinvenzione ironica e affettuosa che Luciano Berio dedica ai Beatles.

Johann Sebastian Bach - Concerto in do minore BWV 1060R per oboe, violino, archi e basso continuoQuesto concerto è una ricostruzione: Bach aveva infatti trascritto l’originale, oggi perduto, per due clavicembali. La versione “ricostruita” per oboe e violino cerca di restituire la fisionomia del modello barocco, dove il dialogo tra strumenti solisti è un gioco di specchi, un continuo rincorrersi di voci e imitazioni. La tensione del do minore conferisce al brano un carattere drammatico e concentrato, ma l’energia ritmica e l’invenzione melodica rivelano sempre la serenità interiore di Bach, la sua capacità di rendere la forma una vera esperienza spirituale.

Antonio Vivaldi - Stabat Mater in fa minore RV 621 – I movimento: “Stabat Mater dolorosa”: Vivaldi, conosciuto per il virtuosismo e la vitalità dei suoi concerti, qui mostra un volto intimo e raccolto. Lo Stabat Mater è una delle sue pagine più toccanti: la voce si muove in un registro quasi statico, sospeso su armonie dolenti, e restituisce tutta la mestizia della Madre ai piedi della croce. La scrittura sobria e la tonalità di fa minore contribuiscono a creare un clima di intensa pietà, dove la bellezza si fa preghiera sommessa.

Georg Friedrich Händel - “Sorge infausta una procella” – Orlando, HWV 31 (atto III)In questa celebre aria, Orlando, eroe cavalleresco sconvolto dalla gelosia, esprime con veemenza la propria follia. Händel unisce la potenza teatrale e la raffinatezza del disegno vocale, traducendo in musica il turbine delle passioni umane. Le linee spezzate, i salti drammatici e il continuo alternarsi di furia e abbandono mostrano il genio teatrale del compositore, capace di dare corpo e voce ai moti più estremi dell’animo.

Loredana Paolicelli - Siciliana per tromba, archi e cembaloLoredana Paolicelli, compositrice contemporanea, costruisce qui una pagina di grande delicatezza e trasparenza, che guarda alla tradizione barocca con sguardo moderno. La “siciliana” è una danza lenta in ritmo ternario, caratterizzata da un andamento ondeggiante e malinconico: Paolicelli ne conserva l’eleganza arcaica, ma la arricchisce di colori armonici e di una dolce malinconia che appartiene pienamente al nostro tempo.

Antonio Vivaldi - Concerto in sol minore RV 156 per archi e basso continuoUn altro Vivaldi, questa volta più dinamico e orchestrale. Il Concerto RV 156, scritto probabilmente per l’Ospedale della Pietà, è una sintesi perfetta del suo stile: energia, chiarezza formale, invenzione melodica. Nei tre movimenti si alternano slanci impetuosi e momenti di lirismo, in un gioco continuo di contrasto e equilibrio che ha reso la musica vivaldiana un simbolo stesso del barocco veneziano.

Luciano Berio - The Beatles Songs: Michelle I, Michelle II, Yesterday, Ticket to RideCon questi arrangiamenti per voce e piccolo ensemble, Luciano Berio rende omaggio ai Beatles con affetto e intelligenza. Non si tratta di semplici trascrizioni, ma di vere e proprie “riletture” che esplorano le canzoni come fossero materiali classici: frammenti, timbri, strutture armoniche vengono reinventati con ironia e sensibilità contemporanea. Berio, maestro della sperimentazione e della voce, riconosce nei Beatles una nuova forma di classicità: la capacità di unire semplicità melodica e profondità emotiva, di parlare a tutti senza rinunciare alla complessità.