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Una direzione chiara: utilizzare la politica di coesione per continuare il processo virtuoso del Pnrr. Totalmente condivisibile l'indicazione di affrontare e risolvere con scelte coraggiose e mirate nel Mezzogiorno i paradossi emersi dall'indagine 2025, come la fuga dei giovani laureati italiani all'estero a ritmo di 106000 annui e di una migrazione da sud a nord di 40.000 laureati all'anno nonostante una crescita occupazionale del 5% al Centro Nord e 8% nel Mezzogiorno. Ancora più convinto è il sostegno all'idea di utilizzare tutti i fondi della politica di coesione come bazooka della politica industriale europea al fine di dare continuità ai risultati positivi derivanti dagli investimenti generati con i fondi del PNRR a partire dalla digitalizzazione della PA sino alla riduzione del divario nord sud. 

La presentazione del rapporto Svimez 2025 è stata l'occasione per ascoltare il direttore Luca Bianchi e i relatori intervenuti concordi sull'analisi dei dati e sulla strada da percorrere senza esitazioni per frenare l'emorragia di capitale umano dei giovani sino ai 25 anni che, soprattutto al Sud, non riusciamo a trattenere. 

In Basilicata oltre all'emorragia di laureati 4000 in meno negli ultimi cinque anni si aggiunge un dato drammatico come l'inverno demografico stimato con un dato impressionante, Basilicata, entro il 2050 la popolazione crollerà del 22,5% con  oltre 5000 under 18 anni in meno. 

È evidente che il lavoro soprattutto giovanile, la qualità dei servizi a sostegno delle famiglie così come le politiche abitative da realizzare con la rigenerazione urbana rappresenteranno la sfida per il futuro, da affrontare investendo le risorse economiche disponibili proprio in questi ambiti. 

Siamo la regione nella quale ci sono meno investimenti sulla zes (solo 25) nonostante rappresenti un sistema di incentivazione importante che tutte le altre regioni d'Italia stanno sfruttando. È evidente che in Basilicata, che ha meno infrastrutture e il costo dell'energia uguale o superiore alle altre regioni, necessitano politiche e sistemi incentivanti più efficaci e riforme più coraggiose e lungimiranti in tema di governance su temi cruciali come acqua, foreste, energia, turismo agricoltura, spazio, oltre a investimenti anche nazionali che riguardano insediamenti industriali, agroindustriali e produttivi capaci di generare economia ed occupazione puntando al rafforzamento delle rispettive filiere produttive.

Luca Braia (Italia Viva)

Già Consigliere Regionale