
Anche a prescindere dall’esito finale, la candidatura di Policoro a Capitale del Mare 2026 ha già raggiunto un risultato importante: quello di mettere in moto una comunità, un territorio e una visione condivisa di futuro.
La presentazione ufficiale del dossier “L’approdo del futuro”, avvenuta il 30 gennaio 2026 nella Sala Consiliare del Comune di Policoro, ha restituito l’immagine di una città che non si limita a concorrere per un titolo, ma che si riconosce naturalmente come Capitale del Mare per vocazione, storia e progettualità.
Un progetto nato in tempi brevissimi – poco più di venti giorni – ma capace di raccogliere oltre 80 adesioni tra enti locali, università, scuole, centri di ricerca, associazioni e operatori economici, in un clima di entusiasmo diffuso e partecipazione autentica.
Ad aprire i lavori il Sindaco di Policoro, Enrico Bianco, che ha subito chiarito il senso profondo dell’iniziativa:
«La nostra storia viene dal mare. Oggi il mare non è solo memoria, ma diventa approdo di futuro, prospettiva di sviluppo, orizzonte di speranza».
Un passaggio chiave, quello del sindaco, che ha ribaltato la narrazione tradizionale: non il mare come confine, ma come motore di crescita economica, sociale e culturale, capace di contrastare spopolamento e rassegnazione.
Bianco ha sottolineato come le 12 azioni previste dal dossier siano tutte realizzabili anche senza il finanziamento ministeriale, lanciando un messaggio chiaro alla Regione: questa strada va percorsa comunque.
A raccogliere l’appello è stato Cosimo Latronico, Assessore regionale alle Politiche per la Persona, che ha definito Policoro «un ponte naturale tra Europa e Mediterraneo» e ha ricordato come la Basilicata, regione “dei due mari”, non possa permettersi una narrazione di declino.
«Non si tratta solo di vincere un concorso, ma di mettere in campo una sfida di sviluppo che abbia effetti diffusivi su tutto il territorio, dalle coste alle aree interne».
Latronico ha evidenziato il valore strategico del dossier, capace di tenere insieme cultura, ambiente, economia e inclusione, e ha assicurato l’impegno della Regione nel dare continuità al progetto.
Il momento centrale della serata è stato affidato al professor Fabio Pollice, già rettore dell’Università del Salento e coordinatore scientifico del dossier, che ha restituito il senso profondo del titolo “L’approdo del futuro”:
«Policoro non si candida perché lo è stata nel passato, ma perché il suo progetto di futuro è legato al mare».
Pollice ha ribadito il carattere partecipativo e dal basso della candidatura, costruita prima ancora delle schede progettuali grazie al coinvolgimento del territorio.
Una candidatura che guarda all’Arco Ionico come spazio unitario, superando i confini amministrativi, e che individua in Policoro un luogo di incontro delle progettualità mediterranee.
I 12 punti del programma: non eventi, ma processi
Il dossier si articola in 12 linee di azione, raggruppate attorno a quattro grandi priorità strategiche:
* economia del mare e sviluppo locale
* tutela della biodiversità e sostenibilità costiera
* valorizzazione culturale e scientifica del mare
* inclusione sociale e partecipazione
Dalla formazione internazionale sul mare alle scuole mediterranee di biologia marina e archeologia subacquea, dalla dieta mediterranea alla gestione sostenibile delle spiagge, dai giardini mediterranei allo sport come strumento di inclusione, fino a cinema, arte, letteratura, navigazioni ioniche e pace mediterranea.
«Basta eventi che finiscono il giorno dopo – ha detto Pollice –. Qui parliamo di processi, di conoscenza, di comunità che diventano protagoniste del proprio futuro».
Fondamentale il contributo del mondo accademico, con gli interventi del professor Paolo Gull (Università del Salento) e del professor Francesco Martorella (Università della Basilicata), che hanno ribadito come archeologia, paesaggio e mare non siano scienze del passato, ma chiavi per leggere il futuro dei territori.
Particolarmente significativo anche il coinvolgimento delle scuole, rappresentate dalle dirigenti Maria Carmela Stigliano (IC2 Giovanni Paolo II e IIS Pitagora) e Giovanna Tarantino (IIS E. Fermi), che hanno sottolineato il valore educativo del progetto per le nuove generazioni:
«La scuola ha bisogno di bellezza, di verità e di visione. Questo progetto parla ai ragazzi e li rende protagonisti».
La serata si è conclusa con un dato ormai evidente: Policoro è già Capitale del Mare, al di là del responso ufficiale.
Lo è per la qualità della proposta, per la rapidità e la competenza con cui è stata costruita, ma soprattutto per la capacità di fare rete, di contaminare saperi, di unire istituzioni, ricerca, scuole e cittadini.
Come ha ricordato ancora Fabio Pollice nelle conclusioni:
«Questo progetto non deve restare in un cassetto. Deve diventare il vostro progetto, indipendentemente dal risultato».
Ed è forse questa la vittoria più importante: aver tracciato una rotta condivisa, aver indicato un approdo possibile, aver dimostrato che Policoro non aspetta il futuro, ma è pronta ad accoglierlo.
Nicola Decio Dimatteo
