POLICORO – Il Museo Archeologico Nazionale della Siritide lancia una nuova iniziativa di valorizzazione che coniuga il fascino millenario della Magna Grecia con le potenzialità della tecnologia digitale. Al centro del percorso espositivo, una delle testimonianze più significative della ceramografia del V secolo a.C.: il corredo della Tomba del Pittore di Policoro.
Tra le raffinate figure rosse che decorano i vasi del corredo, emerge per forza narrativa e drammaticità la scena del supplizio di Dirce. Il reperto cristallizza visivamente il racconto ripreso dalla tragedia Antiope di Euripide, offrendo uno spaccato crudo della giustizia epica.
Secondo il mito, Dirce fu condannata dai nipoti Anfione e Zeto a una morte atroce: legata a un toro imbizzarrito, fu trascinata fino alla morte come punizione per le crudeltà inflitte alla loro madre, Antiope, tenuta per anni in schiavitù. Un tema, quello del contrappasso ("Chi la fa l'aspetti"), che il Pittore di Policoro ha saputo imprimere nell'argilla con una maestria che ancora oggi interroga il visitatore.
L’innovazione del progetto risiede nell'interattività. Il Museo ha infatti implementato un sistema di QR Code integrati direttamente nelle vetrine dedicate al Maestro lucano. Scansionando i codici con il proprio smartphone, il visitatore può accedere a contenuti esclusivi che permettono di comprendere ogni singolo personaggio e simbolo presente sui vasi, scoprire la storia del ritrovamento e l'importanza del Pittore di Policoro nel panorama artistico antico e visualizzare particolari tecnici e stilistici difficilmente visibili a occhio nudo.
L'iniziativa rientra nel ciclo #AppuntamentoconilMito, un progetto che punta a trasformare la visita museale in un'esperienza dinamica, capace di far parlare i reperti e di restituire centralità alla narrazione storica e letteraria del territorio.
Vi aspettiamo a Policoro, al Museo Archeologico Nazionale della Siritide.
Nicola Decio Dimatteo
