POLICORO – Un’azione fulminea, studiata nei minimi dettagli e portata a termine con la freddezza dei professionisti. Nella notte tra il 25 e il 26 febbraio, la gioielleria Di Noia di via Salerno è stata teatro di un furto con scasso che ha fruttato ai malviventi un bottino stimato intorno ai 60.000 euro.
Erano circa le 3:00 del mattino quando una banda composta da cinque individui incappucciati è entrata in azione. In appena cinque minuti, i criminali hanno:
* Oscurato e danneggiato le telecamere di videosorveglianza esterna.
* Neutralizzato con perizia i sistemi di allarme.
* Sventrato la vetrina per accedere ai preziosi.
L'intervento tempestivo dei Carabinieri della Compagnia di Policoro ha dato il via a un inseguimento. I malviventi sono fuggiti a bordo di una Maserati di grossa cilindrata, risultata poi rubata nei giorni scorsi proprio nella cittadina jonica. La corsa folle è proseguita lungo la statale 106 fino ai confini con la Puglia, nei pressi di Ginosa, dove i banditi sono riusciti a far perdere le proprie tracce grazie alla potenza del veicolo e alla pianificazione del percorso di fuga.
Quello alla gioielleria Di Noia non è un episodio isolato: si tratta del secondo furto subito dall'attività in quattro anni, ma soprattutto del secondo assalto a un'oreficeria di via Salerno in meno di due mesi (dopo il colpo a "Le Gemelle" dello scorso 9 gennaio). La via, arteria strategica che conduce all’ospedale Giovanni Paolo II, sembra essere diventata il terreno di caccia preferito da bande specializzate provenienti da fuori regione.
Il ripetersi di simili episodi solleva interrogativi urgenti che la cittadinanza e le associazioni di categoria pongono con forza alla politica e ai vertici della pubblica sicurezza:
"Dove andremo a finire? È ancora possibile gestire un’attività commerciale a Policoro senza vivere nel costante timore di essere depredati da professionisti del crimine?"
I commercianti chiedono ora non solo solidarietà, ma interventi concreti: un potenziamento del pattugliamento notturno e sistemi di controllo del territorio tecnologicamente avanzati per impedire che la Basilicata diventi terra di conquista per la criminalità organizzata.
La Redazione
