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A margine della tavola rotonda tenutasi a Policoro, l’Assessore all’Ambiente ed Energia della Regione Basilicata, Cosimo Latronico, interviene sul delicato equilibrio tra solidarietà e libertà di scelta nelle decisioni di fine vita. Sottolineando il valore della donazione di organi come atto supremo di civiltà e amore, Latronico annuncia il rafforzamento della collaborazione con il Centro Nazionale Trapianti per l'ottimizzazione della rete sanitaria regionale, ribadendo l'importanza di una comunicazione scientificamente corretta per promuovere una cultura del dono consapevole e libera da condizionamenti.

La nota dell'Assessore Latronico

Oggi a Policoro ho partecipato alla tavola rotonda su “Etica del dono e libertà di scelta”, un momento di confronto serio e profondo sul valore della donazione e sul significato della libertà nelle decisioni di cura.
La donazione di organi rappresenta una delle più alte espressioni di solidarietà umana: è un ponte tra la fine di una vita e l’inizio di un’altra. Non è un dovere imposto, ma una scelta libera e consapevole. Ed è proprio questa libertà a garantire la dignità del donatore e del ricevente. Il dono, per essere autentico, deve nascere da una volontà gratuita, priva di condizionamenti.
Donare significa trasformare il dolore di una perdita in un’opportunità di rinascita. Significa affermare che la vita ha un valore immenso, anche nel momento del commiato. È un atto di responsabilità verso il prossimo e verso la comunità.
Proprio per questo, soprattutto in questi momenti, è fondamentale affidare le informazioni e la comunicazione a chi opera nella rete trapiantologica e nella rete sanitaria: medici, professionisti, associazioni accreditate. Solo così possiamo evitare falsi miti, errori e disinformazione che rischiano di generare paure ingiustificate.
Come Regione Basilicata stiamo lavorando alla riorganizzazione della rete, in collaborazione con il Centro Nazionale Trapianti, per rafforzare i percorsi, migliorare il coordinamento e sostenere una cultura del dono sempre più consapevole.
Informarsi e manifestare in vita la propria volontà è un atto di civiltà e di amore. È il modo più nobile per trasformare la parola “fine” in un “continua”.