Maxi sequestro dispositivi di protezione: la Regione chiarisca su quelli donati alle strutture lucane.

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mascherine-finte550h.jpgSiamo ormai prossimi alla riapertura dei confini regionali dopo le lunghe limitazioni imposte a causa dell’emergenza coronavirus. La Basilicata ha resistito bene alla tremenda ondata di contagi e il peggio sembra essere passato. In un modo o nell’altro, grazie soprattutto alla professionalità degli operatori sanitari, si è alleggerito il carico  sulle nostre strutture ospedaliere. 

Tuttavia sarà difficile dimenticare questo periodo intenso nel quale non sono mancate le gaffes di qualche amministratore e i soliti sciacalli che nelle emergenze si trovano completamente a loro agio.

Non ci è sfuggita la notizia di qualche giorno fa che riportava di un maxi sequestro di dispositivi di protezione covid eseguito dalla Guardia di Finanza e coordinata dalla Procura di Potenza. Al centro delle indagini vi sono le società SG Spa e Glamour Srl di Antonio Liseno, un imprenditore di Lavello che durante la fase più intensa dell’emergenza ha donato duecentomila mascherine a strutture sanitarie lucane all’inizio di aprile, tra cui Asp e Ospedale San Carlo. Sempre Liseno è stato strumento di propaganda per “la bestia”,  attraverso la coppia Merra - Zullino e  altri amministratori locali.

Ora, al netto della becera propaganda, occorre sgomberare il campo da qualsiasi preoccupazione per la salute pubblica visto che i duecentomila dispositivi, essendo stati donati alle nostre strutture sanitarie, potrebbero rappresentare un pericolo per la salute degli operatori sanitari e dei pazienti. 

Nell’augurarci che questo tipo di dispositivi non siano stati effettivamente utilizzati, abbiamo invitato la giunta a chiarire sulle circostanze che sono sorte in seguito a questo tipo di donazione.

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Gianni Perrino Carmela Carlucci Gianni Leggieri

Movimento 5 Stelle Basilicata - Consiglio Regionale