Cariello (Lega): “Aree Unesco e quelle agricole di pregio non possono ospitare Deposito di rifiuti nucleari”

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pasquale cariellojpegCon l’approvazione della Mozione Molinari (Lega) lo spettro del deposito del deposito nazionale di scorie radioattive si allontana dalla Basilicata

Grazie al lavoro della Lega le aree dei siti patrimonio dell’Unesco e quelle agricole di pregio vengono escluse dall’elenco delle possibili aree destinate ad ospitare il deposito nazionale di scorie nucleari. E’ una buona notizia per la Basilicata e il suo territorio da tanti ritenuto inidoneo ad ospitare il deposito di scorie nucleari. Ieri, infatti, è stata approvata a larga maggioranza alla Camera “la Mozione Unica sull’individuazione del sito per il Deposito nazionale scorie radioattive” fortemente voluta dalla Lega. Un risultato importante che vede l’on. Riccardo Molinari, presidente del Gruppo Lega alla Camera dei Deputati, quale primo firmatario della mozione.

Si tratta di un atto necessario per porre rimedio agli errori di metodo del precedente Governo Conte, che aveva desecretato in maniera maldestra documenti riservati, creando caos, paura e legittima preoccupazione nei cittadini. Con questa mozione il Parlamento ha dato indicazione di escludere, nell’individuazione per il sito nazionale del deposito di rifiuti nucleari, i siti Unesco e le aree contermini, le aree con pressione ambientale e le aree a vocazione agricola di pregio.

La mozione unica, quindi, prevede che “la localizzazione definitiva del sito avverrà mediante una procedura di dibattito pubblico che, per legge, è basata su un processo di coinvolgimento dei territori con l’obiettivo di arrivare ad una soluzione condivisa con le comunità locali attraverso un processo incentrato sui principi dell’informazione, della trasparenza e del coinvolgimento”.

La Cnapi, desecretata a inizio gennaio, aveva individuato tra Basilicata e Puglia ben 17 aree idonee ad ospitare il deposito nazionale di scorie radioattive tra le province di Potenza, Matera, Bari e Taranto, e i comuni interessati erano Genzano, Irsina, Acerenza, Oppido Lucano, Gravina, Altamura, Matera, Laterza, Bernalda, Montalbano e Montescaglioso.

Ora, alla luce dell’approvazione di ieri, dovranno essere escluse le aree nei siti definiti dall’Unesco «Patrimonio dell’umanità», ma anche le aree agricole di pregio e quelle su cui già grava una notevole pressione sul fronte dell’inquinamento ambientale. L’approvazione rappresenta quindi un importante successo portato avanti con convinzione della Lega che così tutela anche la nostra Basilicata.