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“IL VOLTO MISTERICO FASCINOSO NEL DIPINTO DI GIANFRANCO PRILLO” LA RECENSIONE DI EDVIGE CUCCARESE

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Credo si tratti di ispirazione di luce interiore che traspare e si esteriorizza. Impressa con pennello in colori trascinanti di forme novelle. Una figura che emana gradevoli sensazioni ed interminabile lettura di sentimenti.
Appare una fonte continua di voce richiamante. Il volto ha uno sguardo evasivo, il sorriso accennato, dall’aria seria.  Si presta a non poche interpretazioni. Lascia scrutare tra simboli e colori per trovare significati, nelle forme contemporanee.
Gianfranco Prillo, artista poliedrico, spazia dalla scultura alla pittura, dal disegno al mosaico. È restauratore!
Una creatività forte, intensa, travolgente! Continua e instancabile. Vengo attratta da un quadro, uno stile delicato rispetto ad altre creazioni. Un genere che si distingue per bellezza vivace e si descrive con coinvolgimento sensoriale. Un piacere per gli occhi che non distolgono lo sguardo che cammina all’interno della figura rappresentata. Un percorrere linee per decifrare cosa racchiude e trasmette l’immagine impressa sul supporto che la occupa. Un volto parlante, con le labbra chiuse a contenere la pienezza, attraente con le sue comunicazioni loquaci tra le righe, indirizzate all’osservatore, il destinatario fortuito.
L’autore riproduce un viso. Un’espressione! Contenitore di più estrinsecazioni. Affiora un voler dire che trapela da una timidità mascherata. Compare in apparenza riservata che si nasconde dietro le ciocche dei fluenti capelli mentre lo sguardo sfugge. Si legge nel dipinto un invito a sfogliare l’interiorità del soggetto. Un soggetto malinconico e birichino. Un richiamo per il passante.
La particolarità di quest’opera è duplice:
Vi è la bellezza di realizzazione, che emerge dai tratti fini, dai colori brillanti, trasmettitori di energia e serenità, di positività! Colori vivi, materici e in alcuni punti brillanti. Bilanciati nei toni e nella molteplicità. Contagia bellezza e vitalità per la vista, la mente e lo spirito. Una semplicità articolata e fresca.
Tra i luccichii che in lontananza appaiono, attrae un volto che a mio avviso, l’artista descrive e traduce in linguaggi eleganti e spigliati, come l’opera d’arte spesso riesce a fare. È l’artista stesso che per primo trae tutto il mondo interiore per rivolgerlo agli spettatori, un mondo che veicola all’esterno per chi ha occhi per vedere, per chi ha cuore per amare, che chi ha fascino da gustare e mistero da voler ricercare e rivelare e per chi ha desiderio di trovare pensieri, emozioni, storie, di un animo chiaro, scandito dal bianco sottofondo su cui i colori catturanti tracciano il sentire dell’umano.
Malinconia, serietà e mitezza ma anche dolcezza e vitalità. La chiusura apparente per introversione contrasta con l’apertura dei colori e del chiarore della totalità. Ogni geometria, ogni colore e sfumatura di esso tramanda a colui che guarda uno spunto di lettura del comprensibile e dell’immaginabile. La bravura di Prillo in quest’opera credo sia proprio questo, l’aver offerto un soggetto che dà inizio a nuovi orizzonti, da scoprire, da svelare, da percepire e da assaporare e anche meditare. Uno svago per l’anima, una ricchezza per lo spirito, un tuffo per una leggerezza e ricarica di buon umore, una complicità per momenti di smarrimento di sentimenti.
Una lettura di sentimenti è la sintesi di questo quadro! Un pozzo dove attingere acqua stimolante, che conferma, o stupisce, o appaga, o arricchisce, o…
Sarà l’intimo del soggetto, reale o immaginario, oppure l’intimo dell’esecutore?

Edvige Cuccarese