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Policoro: Lettera aperta della Dott.ssa Michelina Larocca sulla questione partecipazione al bando “Rigenerazione Urbana”.

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municipiopolicoroSenza confronto non c'è verità, questo il primo pensiero dopo aver letto la missiva della dott.ssa Larocca all'indirizzo del sindaco e all'amministrazione tutta, oltre che al Segretario Generale e al dirigente del V settore.

La Larocca ricopre il ruolo di Responsabile del Servizio Lavori Pubblici, Patrimonio e Manutenzione del V settore dell’Ente, dal  01/08/2018, e si è sentita tirata in causa dalle affermazioni del sindaco Mascia nell'ultimo consiglio comunale, nel quale, la politica locale, ed in primis il primo cittadino, hanno fatto da scarica barile per quanto riguarda le responsabilià per la perdita del finanziamento di 5 milioni di euro. Di seguito la lettera completa della dott.ssa Larocca protocollata via pec al comune di Policoro.

 

Lettera aperta sulla questione partecipazione al bando “Rigenerazione Urbana”.

A seguito della discussione sull’ argomento riguardante la candidatura di progetti al bando “Rigenerazione urbana” ho avvertito in maniera forte l’esigenza di completare l’esposizione della vicenda fatta in Consiglio Comunale.

Sono stati omessi particolari importanti sull’intera vicenda e sono rimasti “vuoti” da colmare per come sono stati narrati gli eventi. Non è stata certo impresa difficile far credere che la parte politica abbia fatto tutto quello che rientrava nelle proprie prerogative e che la parte tecnica sia stata inadempiente. In assenza della controparte, chi avrebbe potuto evidenziare le contraddizioni? Chi avrebbe potuto ricordare quello che è stato dimenticato ovvero che, forse, è stato volutamente omesso? Non c’è stato alcun confronto e la lotta è stata impari, hanno colpito solo Loro senza scrupoli!

E allora, prendendo spunto dall’invito del Sindaco, rivolto a chi si fosse sentito leso, di far ricorso ad una conferenza stampa per manifestare le proprie ragioni, ho ritenuto dover rappresentare fatti e considerazioni attraverso i canali istituzionali, ritenendo tale modalità più consona al ruolo da me ricoperto.

Vengo ai fatti.

Ho lavorato per la candidatura al bando relativo alla “Rigenerazione urbana” di progetti, oramai pubblicamente noti e di importo complessivo di circa 5 milioni di euro, su indirizzo fornito dall’Assessore Gianluca Marrese.

I progetti da candidare non erano ricompresi nel programma delle opere pubbliche e, per tale motivo, oltre a predisporre la documentazione per la candidatura, era stata avviata la procedura di rito per la variazione della programmazione delle Opere Pubbliche.

La scadenza per la partecipazione al bando era fissata al 4 giugno 2021.

Premesso ciò, nel pomeriggio del giorno 3 giugno antecedente alla scadenza, venivo invitata dal Sindaco nel suo ufficio per parlare della candidatura al bando “Rigenerazione urbana”.

Era già a conoscenza dello stato dell’arte e con visibile imbarazzo mi disse che molto probabilmente si sarebbe dovuto apportare una modifica alla candidatura per aderire a nuove proposte avanzate da componenti dell’organo politico. Ad un certo punto interveniva, attraverso una conversazione telefonica, anche l’Assessore Celano che, al riguardo, propose che si potesse pensare di candidare a finanziamento un intervento su “Palazzo Gioacchino” essendo a lui noto che agli atti dell’ufficio vi era un computo, di importo pari a circa 200 mila euro, redatto da tempo dallo stesso ufficio.

Feci solo notare che si sarebbero potuti aggiungere interventi per altri 4 milioni 800 mila euro, cioè fino alla concorrenza di 5 milioni di euro, come il relativo bando prevedeva; per cui l’assessore rivolgendosi al Sindaco suggerì che si sarebbe potuto pensare anche alla candidatura di

Al Sindaco
Al Presidente del Consiglio Comunale Ai Consiglieri Comunali
Al Segretario Generale
Al Dirigente del V settore
Agli Assessori Comunali

Comune di POLICORO

un progetto per la riqualificazione di una struttura in Piazza Dante, rinviando a più tardi la discussione perché in viaggio. Ci salutammo, non prima di aver ricordato agli interlocutori, caso mai fosse sfuggito, che eravamo alla vigilia della scadenza esortando loro a farmi sapere, quanto prima, per poter andare avanti nella predisposizione della documentazione.

Più tardi, dopo circa mezz’ora, il Sindaco mi invitò nuovamente nel suo ufficio dove era appena arrivata la Consigliera Costanza, la quale mi chiese informazioni sugli interventi previsti dall’ultimo programma delle OO.PP approvato e mi adoperai per fornire l’elenco delle opere come richiesto.

Rivolgendosi poi al Sindaco, la Consigliera evidenziò che era opportuno e logico candidare quei progetti già approvati dalla Giunta ed inseriti nella programmazione che prevedevano interventi di messa in sicurezza di edifici scolastici, interventi di mitigazione del rischio idraulico- canale 7 ed altro (l’ importo complessivo degli interventi ammontava a circa 8- 9 milioni di euro), anzichè modificare la programmazione delle OO.PP con inserimento di nuovi progetti.

Solo per completezza di informazioni, dissi che i progetti relativi alle scuole erano stati già candidati per ottenimento di finanziamenti oppure erano stati già finanziati.

Ribattè precisando che, nel caso, si poteva anche pensare di candidarli nuovamente. Per fugare un dubbio e per evitare equivoci chiesi di impulso “Si, ma chi deve decidere?”. “Noi!” disse forte e chiaro e senza esitazione, portando la mano al petto rivendicando plasticamente e incontestabilmente le prerogative decisionali della politica. Si rivolgeva poi al Sindaco ribadendo che di quei progetti si sarebbe dovuto parlare nella riunione di maggioranza.

Il Sindaco mi chiese dove avrebbe potuto trovare indicazioni utili per verificare la coerenza tra i progetti da individuare per la candidatura e la linea di finanziamento ed inviai all’istante sul suo cellulare, tramite whatsApp, una bozza di proposta di delibera predisposta per la giunta, nelle cui premesse era stata richiamato lo stralcio del bando: lì avrebbe trovato tutto il necessario. Aggiunsi, per rassicurare, che a mio parere il bando non era limitativo dell’ambito di applicazione, per cui non sarebbe stato difficile individuare progetti che potessero soddisfare le condizioni prestabilite dal bando stesso e ci lasciammo; di lì a poco ci sarebbe stata la riunione di maggioranza e dissi “fatemi sapere”.

Nessuna notizia arrivò in serata, ma forse era tarda ora, era comprensibile e così la mattina seguente, al mio arrivo in Comune, mi recai nell’ufficio del Segretario Generale per chiedere se fosse stato informato dell’esito della riunione, nulla.

All’arrivo dell’ing. Benvenuto chiesi anche a lui la stessa cosa, ancora niente; aspettai un po’, non c’era alcun amministratore a cui poter chiedere. Ritornai ancora dal Segretario, il quale mi disse che non aveva visto nessuno, ma sapeva che di lì a poco sarebbe arrivato il Sindaco.

Così fu, arrivò nell’ufficio del Segretario verso le undici e trenta e, naturalmente, gli chiesi subito dell’esito della riunione riguardo all’argomento di interesse.

Avemmo una conversazione di cui non riferisco i contenuti per ovvi motivi di riservatezza e preciso che riferisco dell’episodio, solo per condividere con chi legge che in quel momento ebbi la consapevolezza di quanto fosse delicata la situazione politica. Nulla, comunque, che desse certezza sugli interventi da candidare, non chiedemmo altro. Continuava quindi insieme al dott. La Rocca e all’ing. Benvenuto l’attesa delle decisioni della politica, a noi mai giunte né in maniera formale (come pure era dovuto) né in maniera informale.

In Consiglio Comunale, però, si è detto sostanzialmente che la politica aveva fatto tutto quello che era nelle proprie competenze e che vi erano state omissioni della parte tecnica e con specifico riferimento alla mia persona.

A quanto pare, non è bastato che io mi sia occupata della predisposizione della documentazione e di mettere in atto quanto necessario per completare l’iter procedurale per partecipare al bando, compresa la predisposizione delle proposte per la giunta, non è bastata la mia disponibilità a rivedere tutto, pur essendo intervenute novità, il giorno della scadenza, per mutate esigenze dell’organo politico, non è bastato che abbia evidenziato con garbo e discrezione che era necessario decidere tempestivamente per l’imminenza della scadenza, non è bastato che abbia chiesto al Sindaco cosa fosse stato deciso nel corso della riunione di maggioranza senza ricevere una risposta risolutiva. NULLA è bastato, cos’altro avrei dovuto fare?

Non è bastato neanche che pure il Segretario Generale ed il Dirigente del settore competente abbiano aspettato di ricevere decisioni condividendo la mia ansia e il mio imbarazzo.

Non sarebbe stato doveroso che l’Organo Politico avesse fatto un passaggio per coinvolgere anche loro? Atteso che poi in Consiglio Comunale ci si è arrampicati sugli specchi facendo

addirittura credere alla città che si sia trattato di omissione di atti gestionali? Come fa a discernere la città?

Insisto circa le decisioni su quali progetti candidare perché non è assolutamente vero che a me era stata data indicazione in tal senso. Tanto emerge anche dalle contraddizioni che mi preme evidenziare, perchè:

  1. nel corso dell’incontro del 3 giugno la Consigliera Costanza aveva affermato che l’argomento sarebbe stato oggetto di discussione nella riunione di maggioranza (riunione che senza dubbio si è tenuta) perché la decisione spettava alla politica;

  2. la stessa Consigliera, nel corso del Consiglio Comunale, ha affermato che la candidatura rientrava tra gli atti gestionali atteso che si sarebbero dovuti candidare progetti compresi nel programma delle opere pubbliche e non c’era bisogno dell’indirizzo politico.

Improponibile! Non è una novità fornire l’indirizzo politico in simili fattispecie, ma obbligo e prassi consolidata anche della giunta del Sindaco Mascia.

Il programma delle OOPP prevedeva più progetti, l’individuazione imponeva una scelta politica e se così non fosse che ruolo avrebbe la politica se non quello di scegliere e programmare per soddisfare le esigenze della città?!.

A dirla tutta, sinceramente, per quel che so ma potrei sbagliare, non mi sembra che a tutt’oggi sia stato reso noto quali opere la politica avrebbe voluto che si candidassero.

Mi preme evidenziare che, se mi fosse stato detto che avrei dovuto agire in piena autonomia, certo non me lo sarei tenuto, avrei dato le spiegazioni che il caso richiedeva, l’esperienza e la competenza non mi avrebbero abbandonato per affrontare l’argomento.

Mi appresto a concludere l’attività lavorativa quale dipendente pubblico e per educazione, mentalità e formazione trovo inaccettabile che chi ha un ruolo istituzionale abbia avuto la presunzione di esporre pubblicamente fatti distorti e incompleti ritenendo, probabilmente, di essere in posizione di forza perché non si può essere smentiti da chi è assente o che, comunque, non potrebbe prendere la parola. Nessun remora ad infangare chi ha sempre fatto il suo dovere, chi ha ricevuto apprezzamenti di stima per il lavoro che quotidianamente svolgeva con stile, garbo, serietà e competenza, chi ha portato avanti procedure di importanti Progetti come se la città fosse di appartenenza, chi è entrato a far parte dello staff del Sindaco per meriti acquisiti perché riconosciuti sul campo dalla stessa persona che sulla vicenda ultima, pur conoscendo bene gli eventi, ha scelto di colpire, senza preoccuparsi neanche di contraddire se stesso, solo perché era necessario individuare un capro espiatorio.

Questo mi sento di dire a difesa della mia onorabilità. Con osservanza,

Ing. Michelina Larocca