
Si alza la protesta degli agricoltori contro il caro carburanti e l'aumento dei costi di produzione. Dopo i presidi e i blocchi stradali dei giorni scorsi in diverse regioni del Mezzogiorno, ieri sera anche Policoro è diventata un punto di raccolta per gli agricoltori lucani, che si sono riuniti per discutere della crisi del settore e delle iniziative da portare avanti nei prossimi giorni. Al centro dell'incontro, gli stessi temi che stanno animando la mobilitazione in tutta Italia: il prezzo del gasolio, i costi di produzione ormai fuori controllo e i prezzi pagati ai produttori, giudicati troppo bassi rispetto a quelli che i consumatori trovano sugli scaffali. La protesta, partita nei giorni scorsi, interessa ormai gran parte del Paese. Le regioni in cui la mobilitazione appare più diffusa sono Sicilia e Calabria. A Gela decine di trattori si sono fermati all'ingresso della città, a poca distanza dal palazzo di giustizia, con la richiesta di misure urgenti contro il caro carburante e di una reale valorizzazione dei prodotti agricoli. In Calabria proseguono i blocchi stradali a singhiozzo, con un sit-in lungo la statale 18 all'altezza dello svincolo autostradale di Pizzo. La mobilitazione è arrivata anche alle porte di Roma: sulla via Aurelia, all'altezza di Torrimpietra, una ventina di trattori ha parzialmente bloccato il traffico per richiamare l'attenzione del governo sull'emergenza della categoria. Lì gli agricoltori hanno denunciato il divario tra il valore del grano, quotato intorno ai 20 centesimi, e il prezzo del pane salito a quasi 4 euro. Le richieste vanno oltre il solo carburante. Gli agricoltori contestano costi di produzione ritenuti insostenibili, la scarsa tutela dei prodotti italiani, la distanza tra i prezzi riconosciuti ai produttori e quelli dei supermercati, oltre ai danni causati dalla fauna selvatica. E chiedono interventi duraturi: in Sicilia alcuni produttori hanno sottolineato che non bastano misure temporanee, ma servono incentivi e sgravi strutturali. Anche dal Metapontino, uno dei principali distretti agricoli del Sud, arriva dunque un segnale chiaro: il settore chiede risposte rapide.
