

Radici e poesia: il viaggio letterario e civile di Caterina Falciglia, la voce lucana che incanta la Basilicata e l'Italia
C’è una terra che profuma di pane nero, di calanchi e di memorie antiche, ed è quella che la scrittrice e poetessa Caterina Falciglia ha scelto di abitare, raccontare e custodire.
Nata a Tursi e residente a Policoro, nella sua scrittura si muove con naturalezza tra la poesia e la fiaba, affrontando con delicatezza e coraggio temi cruciali come le discriminazioni, le ingiustizie sociali e il legame viscerale con le proprie radici.
Un universo poetico tra premi e riconoscimenti
Il talento e la maturità artistica di Caterina Falciglia hanno trovato conferma in numerosi concorsi nazionali e internazionali, riscuotendo il plauso della critica e del pubblico:
* La narrativa e le fiabe: Ha pubblicato la raccolta "Domani saremo migliori" (Albatros il Filo), affrontando temi sociali attraverso le favole, e ha firmato l'audiofiaba "Le pozioni del mago" (prodotta da Remifa di Lugano), vincitrice del Concorso Remifavole. Tra i riconoscimenti si annoverano la menzione speciale al Premio Clepsamia per "Il pastore dal cuore d’oro" e la prestigiosa menzione speciale del presidente di giuria Lino Guanciale, al Concorso Letterario di Casa Sanremo, con il racconto "La casa tra i calanchi", pubblicato successivamente da Rai Libri. Le sue opere sono state protagoniste di importanti vetrine culturali come la fiera “Più libri più liberi” a Roma e il Salone Internazionale del Libro di Torino.
* La poesia e la poesia urbana: La sua voce poetica è stata celebrata in svariate antologie e kermesse. Ha conquistato il Premio Scriptura con “La terra del silenzio”, il Premio Verde Poesia al Festival del Libro in Mediterraneo con “Giglio di mare”, e il Premio nazionale di poesia Alessandro Fariello con “Il sognatore del sud”. Altri importanti riconoscimenti includono la menzione d'onore al Premio L’Essere Armonia per “Chiudo la porta” e la presenza nell'antologia dedicata a Pier Paolo Pasolini con "La speranza dei giovani". A suggellare il legame tra la sua arte e i luoghi, la poesia “Madre Natura” è stata immortalata in un murale nel celebre Rione Fornelle di Salerno, mentre la poesia “Ritornerà il Ponente”, vincitrice del Premio Aletti Editore nel Paese della Poesia, si trova incisa su una stele poetica a Montegiordano.
* Un percorso che a Tursi è valso, tra gli altri attestati, il conferimento del prestigioso Premio Rabatana.
L'ultimo traguardo: la poesia "Radici" scolpita a Sant'Arcangelo.
Il cammino della poetessa tursitana si è arricchito di un nuovo, emozionante capitolo grazie al progetto internazionale "Inciampare nella cultura", ideato dal Concorso Letterario Amilcare Solferini.
A Sant'Arcangelo, in provincia di Potenza, è stata infatti installata la seconda mattonella in terra lucana — un’opera in cotto realizzata dall’artista piemontese Alessandro Actis, per il progetto "Inciampare nella cultura" — che porta incisa la sua intensa poesia "Radici". Un omaggio visuale e poetico, un ritratto struggente e vibrante alla propria terra e alla memoria familiare (dedicata al nonno Vincenzo), fatto di capelli pigri al vento, fatiche antiche e del profumo del pane nero nell'anima.
L'installazione è stata celebrata alla presenza dell'Amministrazione Comunale e del Sindaco Vito De Filippo — il quale ha a sua volta omaggiato la poetessa con un dono inatteso: una sua raccolta di poesie scritta nel 1982. Un momento di profonda condivisione culturale, reso perfetto dall'affetto della famiglia e dalla cura tecnica di Angelo Fanelli, che suggella ancora una volta il ritratto di una scrittrice autentica, capace di trasformare la parola in radice, cura e futuro.
Nicola Decio Dimatteo
