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503467143_10228476628806229_6940342053491352135_n.jpg61JuXUYFMXL._UF10001000_QL80_.jpgScreenshot_2026-05-24_alle_11.21.36.pngTORINO – Nella prestigiosa cornice del Salone Internazionale del Libro, si è celebrata domenica 17 maggio 2026 la cerimonia conclusiva della VI edizione del Premio “Letteratura per la Giustizia”. Il concorso, promosso dalla FAI (Fondazione dell’Avvocatura Italiana) in collaborazione con il quotidiano Il Dubbio e con il patrocinio del Consiglio Nazionale Forense, si conferma un appuntamento fondamentale per chi crede che il diritto non sia solo un insieme di codici, ma un’esperienza umana profonda, fatta di luci e ombre.

L’edizione di quest’anno ha visto una partecipazione straordinaria, con opere capaci di indagare il confine sottile tra la verità processuale e quella della coscienza. Nella sezione Romanzi, il podio ha celebrato la forza di tre voci distinte: al primo posto Giancarlo Corsetti con "La colpa che resta", seguito da Michele Piccolino con "Carte false".
A conquistare il terzo gradino del podio è stato Michele Russo d’Altavilla, noto avvocato cassazionista del foro materano, con il suo acclamato "Omicidio nella Lomellina".

Per Russo d’Altavilla, la scrittura non è un semplice esercizio di evasione, ma uno strumento per raccontare le contraddizioni delle aule giudiziarie. Al centro della sua opera si staglia la figura dell'Avvocato Diogene Capatosta, un protagonista disincantato e carismatico che si muove in un’atmosfera densa di riflessioni etiche.
"Per chi vive ogni giorno il diritto nelle aule, la scrittura narrativa è un altro modo per raccontarne le ombre e, soprattutto, l’umanità," ha dichiarato l’autore, esprimendo gratitudine verso la Fondazione, la giuria e i lettori che "scrivono l’altra metà di ogni storia."

Il riconoscimento a Torino non premia solo il talento letterario, ma l'intero percorso di un professionista stimato. L'Avvocato Russo, titolare dello studio di Policoro e della boutique multidisciplinare Russo & De Blasio (con sedi a Roma, Benevento e Nola), ha ricevuto anche l’abbraccio commosso della sorella, Maristella Russo, che ha descritto il traguardo come un momento di "orgoglio autenticamente fraterno", celebrando la capacità del fratello di trasformare la parola in riflessione civile.

Oltre alla narrativa lunga, il premio ha esplorato altre forme d'arte:
* Racconti: Primo posto a Mario Tocci con "Un investimento sull'eternità" (vincitore anche del Premio Speciale FAI). A seguire Giuseppe Libertino e Mariella Meleandri.
* Poesia: Vittoria per Francesco Adragna con "Frammenti di dubbi", seguito da Lucia Legati ed Eugenio Picano.
La cerimonia di Torino ribadisce un concetto caro all'avvocatura italiana: il processo non è solo una sequenza di atti, ma un racconto di vite sospese. E in questo racconto, la penna di Michele Russo d’Altavilla ha saputo lasciare un segno indelebile.
Nicola Decio Dimatteo