
Il capogruppo socialista: La Regione renda operativo il Centro di monitoraggio sugli appalti pubblici e rafforzi la prevenzione
"La morte del lavoratore avvenuta ieri in un cantiere di Sant’Arcangelo ci addolora. Alla sua famiglia va la vicinanza mia e dei socialisti della Basilicata. Morire mentre si lavora per procurarsi da vivere è qualcosa che scuote un’intera comunità e ci chiede di assumerci le nostre responsabilità". Lo dichiara Antonio Bochicchio, capogruppo socialista in Consiglio regionale, che prosegue:
"Mi hanno colpito – prosegue Bochicchio – le parole di un lavoratore che, in una lettera diffusa sulla stampa nazionale, racconta di aver raccolto i nomi delle persone morte sul lavoro, per ricordarne il volto e la storia. Al 16 settembre ne aveva raccolti 161, spiegando che erano soltanto quelli di cui era riuscito a trovare notizia. Un elenco parziale, dunque. Ma soprattutto mi ha colpito una frase, 'non muore soltanto chi non torna a casa. Muore anche una parte di chi lo aspetta'. Penso a chi aspettava di sentire una chiave girare nella serratura e ha ricevuto invece una telefonata che stravolge l’esistenza. I dati ci dicono quanto sia grave la situazione. Secondo il rapporto dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega, nei primi sette mesi del 2026 le vittime in Italia sono state 595, di cui 430 in occasione di lavoro e 165 nel tragitto casa-lavoro. In Basilicata, nello stesso periodo, sono stati registrati tre decessi in occasione di lavoro. Parliamo di dati che si fermano a luglio e che precedono quindi la tragedia di ieri. Dietro ciascuno di questi numeri c’è una persona e c’è una famiglia. La nostra cultura socialista e la storia del nostro partito ci chiedono di stare dalla loro parte, difendendo il lavoro e la sua sicurezza con tutti gli strumenti che abbiamo. Servono formazione, controlli e condizioni di lavoro nelle quali la vita delle persone venga prima di tutto".
"Per questo torno a chiedere alla Giunta regionale di rendere pienamente operativo il Centro regionale di monitoraggio sugli appalti pubblici. La legge gli affida compiti precisi, contribuire alla qualità degli affidamenti, alla sicurezza del lavoro e alla stabilità occupazionale, coinvolgendo le organizzazioni del mondo economico e del lavoro. Mettiamolo nelle condizioni di funzionare e di dare il contributo per il quale è stato istituito. La Regione chiarisca quali passi restano da compiere e in quali tempi, coinvolga le parti sociali e mantenga aperto il confronto con chi conosce ogni giorno i problemi dei luoghi di lavoro. Servono personale e risorse per la prevenzione e la vigilanza, ascolto dei lavoratori e attenzione a ciò che accade negli appalti e nei subappalti. Oggi è il momento del lutto, ma è anche il momento di ricordare i doveri che tutti noi abbiamo verso i lavoratori. Utilizziamo fino in fondo gli strumenti che ci sono e prevediamone altri, se necessario – conclude Bochicchio – perché dietro la richiesta di sicurezza c’è il diritto di ogni persona a tornare a casa".
