FRANCESCOFANUCCHI.gif

 813825506_1456494586296964_3066862692495291875_n.png.jpeg813827291_1375300884326180_6766012489943473204_n.png.jpegIl 4 ottobre, al Castello di Valsinni, letteratura, memoria e teatro si incontrano nel segno di Isabella Morra. La Dott.ssa Maria Grazia Schirone donerà alla Biblioteca Comunale la propria tesi di laurea, “Il petrarchismo nelle rime di Isabella Morra”, un prezioso lavoro di ricerca che arricchisce il patrimonio culturale di Valsinni e offre nuove chiavi di lettura dell’opera della poetessa di Favale. A rendere ancora più intensa la serata, gli interventi di studiosi e giornalisti e il monologo teatrale dell’attrice lucana Maria Laura Liuni.

L'associazione “Castello di Favale - APS”, con il patrocinio del Comune di Valsinni, in collaborazione con l’associazione “Nuova Hera APS” di Policoro e con l’Associazione Dimore Storiche Italiane (ADSI) Sezione di Basilicata, organizza, in data 4 ottobre 2026 presso il Castello di Valsinni, un evento culturale denominato:
“ET QUESTE CHIOME CINGERO' D'ALLORO”.
L’evento nasce dalla volontà della Dott.ssa Maria Grazia Schirone di donare alla Biblioteca Comunale di Valsinni la propria tesi di laurea su Isabella Morra (Il petrarchismo nelle rime di Isabella Morra).
Un lavoro di ricerca che arricchisce il
patrimonio culturale del nostro territorio e offre nuove prospettive di lettura sulla poetessa di Favale.
Oltre al valore simbolico della donazione, la serata rappresenta un’importante occasione di approfondimento culturale: grazie agli interventi di Pasquale Montesano e di Pino Suriano, studiosi e giornalisti, da sempre attenti alla letteratura meridionale.
Il pubblico potrà, così, esplorare aspetti meno noti delle liriche morriane, cogliendo connessioni, influenze e interpretazioni che contribuiscono a rinnovare la conoscenza
dell’opera di Isabella Morra.
A impreziosire l’iniziativa sarà la partecipazione dell’attrice lucana Maria Laura Liuni, che aprirà la serata con il monologo teatrale “Sta cundannë d’ognë ssérë”.
Un testo, intenso e immaginifico, che mette in scena il rito serale del personaggio femminile di Maria: il suo modo di abitare la notte, di confrontarsi con le presenze interiori che emergono dal silenzio, di dare voce ai propri demoni e alle memorie che la attraversano.
Un contributo artistico che dialoga idealmente con la sensibilità morriana, con la sua interiorità inquieta e con la forza evocativa della parola poetica.
Per il suo valore culturale, educativo e identitario, l’evento si inserisce pienamente nel percorso di valorizzazione della figura di Isabella Morra e del patrimonio storico-letterario di Valsinni.