
«Garantire una sanità pubblica capace di assistere tutti, a partire da chi vive una condizione di maggiore fragilità, ha un costo. La quota di compartecipazione di 2,50 euro per ricetta risponde a un principio preciso: chiedere un contributo contenuto a chi può sostenerlo per continuare a proteggere integralmente i cittadini meno abbienti, i malati e le categorie più vulnerabili».
Lo dichiara Piergiorgio Quarto, coordinatore regionale di Fratelli d’Italia per la Basilicata, intervenendo sul provvedimento relativo alla spesa farmaceutica convenzionata, approvato all’unanimità dal governo regionale.
«È necessario discutere sulla base dei fatti. La quota è applicata alla ricetta e non alla singola confezione, mentre restano esclusi dal pagamento i cittadini esenti per reddito, patologia, malattia rara o invalidità. Non pagheranno, tra gli altri, i pazienti oncologici per i farmaci correlati alla patologia, le persone sottoposte a terapia del dolore cronico, gli invalidi, i disoccupati, i titolari di assegno sociale e di pensione minima aventi diritto all’esenzione. Nessun costo aggiuntivo è inoltre previsto per i farmaci distribuiti direttamente dalle strutture sanitarie», prosegue Quarto.
«Presentare questa misura come un attacco indiscriminato ai cittadini significa ignorarne il contenuto e, soprattutto, la vasta platea delle esenzioni. La Basilicata è tra gli ultimi territori italiani ad avere introdotto una forma di compartecipazione e ha scelto un meccanismo semplice e più contenuto rispetto a quello applicato in diverse altre Regioni, dove le quote possono essere calcolate per confezione o raggiungere importi superiori per ogni ricetta».
«Bene ha fatto il presidente Vito Bardi, il governo regionale, che ha assunto questa decisione all’unanimità, e bene ha fatto l’assessore Cosimo Latronico a intervenire per contenere gli sprechi, favorire una maggiore appropriatezza della spesa e blindare la tenuta del sistema sanitario regionale. L’unanimità della Giunta conferma che non si tratta di una scelta di parte, ma di un atto collegiale di responsabilità nell’interesse della Basilicata. Governare significa compiere anche scelte non popolari quando sono necessarie a garantire nel tempo servizi, cure e assistenza».
«La vera equità non consiste nel chiedere a tutti la stessa cosa, ma nel proteggere chi non può pagare e richiedere un contributo sostenibile a chi dispone di condizioni economiche adeguate. La priorità resta assicurare ai lucani una sanità pubblica solida, universale e capace di non lasciare indietro nessuno», conclude Quarto.
