FRANCESCOFANUCCHI.gif

COORDINAMENTO_AGRICOLTORI_DELLA_BASILICATA.jpeg

Un violentissimo evento calamitoso ha colpito il nostro territorio, distruggendo in poche ore anni di sacrifici, investimenti e lavoro.

Fortunatamente non si registrano danni alle persone, ed è questa la cosa più importante. Ma il bilancio per le attività produttive è pesantissimo.

Oltre al settore turistico, duramente colpito dalla tromba d’aria, anche il comparto agricolo ha subito danni devastanti: strutture completamente compromesse, serre piegate e distrutte, coltivazioni perse e produzioni decimate.

Non possiamo più considerare questi fenomeni come eventi eccezionali e sporadici. Il clima è cambiato e l’agricoltura deve necessariamente cambiare con esso. Servono nuovi investimenti, strutture più resilienti, strumenti di prevenzione e una nuova programmazione capace di affrontare eventi estremi che stanno diventando sempre più frequenti.

Ma questa è la sfida di domani.

Oggi serve intervenire. Subito.

Se esistono strumenti concreti per sostenere le imprese colpite, devono essere attivati immediatamente. Se qualcosa si può fare, deve essere fatto ora, con serietà, trasparenza e rapidità.

Gli imprenditori agricoli troveranno comunque la forza di rialzarsi, come hanno sempre fatto. Ma senza un sostegno concreto lo faranno molto più lentamente, con conseguenze che ricadranno sull’intero territorio.

Il Governo centrale e tutte le istituzioni competenti devono fare la propria parte.

Non si può lasciare solo un territorio che vuole ripartire, che deve continuare a pagare fornitori, sostenere investimenti, rispettare gli impegni assunti e soprattutto continuare a garantire lavoro dignitosamente alle migliaia di persone che vivono nel settore agricolo.

Perché dietro ogni serra distrutta e ogni raccolto perso non ci sono soltanto numeri: ci sono famiglie, lavoratori, aziende e anni di sacrifici.

Policoro oggi è in ginocchio.
Adesso bisogna aiutarla a rialzarsi.
Coordinamento Agricoltori Basilicata