POTENZA — Operazione della Guardia di Finanza nel Vulture-Melfese. I militari della Compagnia di Rionero in Vulture hanno dato esecuzione a un’ordinanza emessa dal Tribunale di Potenza, su richiesta della Procura della Repubblica, che dispone il divieto di esercitare imprese o uffici direttivi per due imprenditori locali. I provvedimenti arrivano al termine di indagini mirate nei confronti di quattro soggetti complessivamente coinvolti, a vario titolo, in due aziende di carpenteria della provincia.
Le accuse: bancarotta fraudolenta e svuotamento patrimoniale
Le indagini documentali e finanziarie hanno svelato un articolato sistema volto al progressivo "svuotamento" di una delle due società, poi dichiarata fallita nel 2025 con debiti verso l'Erario e terzi superiori a 1,9 milioni di euro.
Nel 2020, attraverso la cessione di un ramo d'azienda stimato in circa 1,6 milioni di euro, i beni aziendali sarebbero stati trasferiti a una seconda società compiacente riconducibile agli stessi soggetti. L'obiettivo era duplice: far fallire la prima impresa (la cosiddetta bad company) a danno dei creditori e preservare la seconda (la good company) dai pesanti debiti tributari accumulati. A uno degli indagati viene inoltre contestata la presunta malversazione di oltre 67 mila euro di fondi pubblici destinati a un programma d'investimento all'estero mai realizzato.
Sequestro preventivo e presunzione di innocenza
Contestualmente alle misure interdittive, il Tribunale ha disposto il sequestro preventivo di beni per oltre 1,6 milioni di euro.
L'operazione evidenzia la costante azione della Procura e della Guardia di Finanza di Potenza contro i reati economico-finanziari e fallimentari che alterano la libera concorrenza. Le autorità ricordano che i provvedimenti si inseriscono nella fase delle indagini preliminari e che la responsabilità penale degli indagati sarà accertata in via definitiva solo dopo l'eventuale condanna irrevocabile, nel rispetto della presunzione d'innocenza.

