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E’ dal lontano aprile 2024 che la regione Basilicata non convoca il tavolo della trasparenza sul nucleare lucano insostenibile in tutti questi anni per quanto concerne la messa in sicurezza delle scorie radioattive e l’inquinamento chimico dell’itrec , oltre a ordinanze che hanno limitato attività economiche.
E’ triste verificare che un obbligo di legge istituito con Delibera di Giunta Regionale n. 1806 del 2004 per garantire il confronto tra Regione, enti locali, associazioni e https://www.google.com/url?q=https://www.google.com/goto?url%3DCAESqQEB6zswFSTj04Eaq7ytup95PJwaLFFJSTNkH9onSQOp7I1OXQRR56TFVB_I47g1M4h5NBGb0y0_nD06ALdhYcYKWKjxvHfuLEi--BH62PlzEieAG75U-mPUd07n4ICaWT3wtMMjnxc1i2SQXjGMcn64HMbXvPzdlUwldHsnhtPmwqjVrP2USDoL0vm9ZY61fYKj_YkVx0lvLEN5KVN7LX4EU66tMSsktHTc&source=gmail&ust=1791307801861000&usg=AOvVaw2U0WCluOxlni7QVSbO1KOF">Sogin sui temi della salute, dell'ambiente e dei rifiuti radioattivi venga continuamente eluso.
E’ triste constatare che in una regione senza un piano di tutela delle acque e un piano paesaggistico si continui a parlare di un nucleare sostenibile (che non esiste ancora tecnicamente ed economicamente ) a tutti i livelli politici compreso quello parlamentare e non si ci degni di guardare i gravi problemi mai risolti del vecchio nucleare sul proprio territorio su un sito che andrebbe bonificato e chiuso definitivamente. Senza valutare che la regione è sempre candidata ad ospitare il deposito nazionale di scorie nucleari con ben 14 siti su una rosa di 51 a livello nazionale .