L’applicazione della riforma sulla disabilità e del decreto legislativo n. 62/2024 attraversa una fase cruciale, e il territorio scende in campo per pretendere risposte concrete. Lunedì 17 novembre 2026, a partire dalle ore 15:30, l’Hotel San Vincenzo Resort di Policoro ospiterà il convegno pubblico "Progetto di vita: facciamo il punto". Un appuntamento di straordinaria rilevanza istituzionale e sociale, fortemente voluto e organizzato dalle associazioni locali — tra cui l'Anffas Policoro — per fare chiarezza, smuovere le coscienze e incalzare la pubblica amministrazione.
La preoccupazione che serpeggia tra le famiglie, gli operatori e le associazioni è forte e legittima: a fronte di una normativa che sulla carta rappresenta una svolta storica — ispirata dalla ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli e mirata a superare la frammentazione tra mondo sociale e sanitario —, sembra che tutto sia immobile.
Il tempo stringe e l’urgenza è sotto gli occhi di tutti. Il quadro normativo prevede che, a partire da gennaio, ogni persona con disabilità abbia diritto al proprio Progetto di vita individuale, personalizzato e partecipato. Tuttavia, tra la promulgazione delle norme e la loro effettiva esigibilità nei territori si registra spesso un pericoloso stallo burocratico. L'incontro di Policoro nasce proprio con questo obiettivo chiaro e inequivocabile: stimolare la pubblica amministrazione, le istituzioni sanitarie, le famiglie e gli addetti ai lavori a passare dalle enunciazioni di principio ai fatti, pretendendo che la sperimentazione in corso in queste settimane si traduca in un'offerta reale di servizi e diritti per i cittadini.
Come sottolineato nella prefazione al manuale ufficiale sul decreto a cura di Gianfranco de Robertis, non si tratta di una semplice modifica burocratica, ma di un cambiamento radicale di prospettiva. Vengono aboliti termini anacronistici come "portatore di handicap" per fare spazio alla centralità della Persona, dei suoi desideri, delle sue potenzialità e del suo diritto all’autonomia. Il Progetto di vita è un patto d'intesa tra la persona (con la sua famiglia), il Comune e l'ASL, sostenuto da un budget di progetto flessibile.
Ma perché questa rivoluzione non resti lettera morta, serve un salto di qualità nella cooperazione territoriale, specialmente in una regione come la Basilicata.
Il convegno vedrà la partecipazione di figure di spicco del panorama istituzionale, associativo e professionale, chiamate a confrontarsi sullo stato dell'arte e sulle prospettive operative:
* Saluti istituzionali: Enrico Bianco (Sindaco di Policoro) e Marika Padula (Garante Regionale per la disabilità).
* Introduzione: Carmela De Vivo (FISH Basilicata).
* Gli interventi tecnici e politici:
* Giuliana Anatrella (Centro Studi Giuridici Fish): Progetto di vita: dalla riforma alla presa in carico reale.
* Luana Zipoli (Ordine Assistenti Sociali Basilicata): Il ruolo dell'assistente sociale nella definizione del progetto di vita.
* Caterina Cerbino (Ordine Psicologi Basilicata): La psicologia nell'attuazione del Progetto di vita: il contributo al modello bio-psico-sociale.
* Cosimo Latronico (Assessore alla Salute, Politiche per la Persona, PARR): L'applicazione del D.Lgs 62/2024 in Basilicata: primi risultati della sperimentazione.
* Vincenzo Falabella (Presidente FISH nazionale): Il decreto legislativo 62/2024: dal diritto riconosciuto al diritto esigibile.
* Dibattito e conclusioni: uno spazio aperto per raccogliere le voci e le istanze di famiglie, volontari e operatori.
L'appuntamento del 17 novembre a Policoro si candida a essere un momento spartiacque per il territorio jonico e lucano: un'occasione per pretendere che il diritto all'indipendenza e alla dignità delle persone con disabilità non resti un traguardo teorico, ma diventi finalmente una concreta realtà quotidiana.
Nicola Decio Dimatteo
