In un'epoca in cui tutto scorre a velocità vertiginosa e le metropoli dettano i ritmi della quotidianità, c'è un bisogno sempre più urgente di premere il tasto pausa. Un'esigenza profonda di tornare alla "vita lenta", di riscoprire il valore delle radici, delle tradizioni e dei luoghi dove il tempo sembra essersi fermato. È esattamente da questa necessità, genuina e viscerale, che nasce la nuova pagina social dedicata a Panevino, affascinante contrada nel territorio di Tursi.
Battezzata significativamente "Panevino - La Terra di Mezzo tra Magna Grecia e Arabi", l'iniziativa rappresenta un esempio virtuoso di comunicazione dal basso. A darle vita è stato Francesco Simeone, un cittadino che, dopo aver scelto di trasferirsi in questa porzione di Basilicata, se ne è innamorato perdutamente. Il suo non è un semplice progetto digitale, ma un vero e proprio atto d'amore verso una terra dal potenziale immenso, per troppo tempo rimasta in bilico, quasi sospesa, tra amministrazioni diverse che ne riconoscono il valore senza però riuscire sempre a esaltarlo pienamente.
L'obiettivo della pagina è tanto semplice quanto nobile: dare voce a chi questa terra la vive e la lavora ogni giorno. È una vetrina per raccontare le campagne segnate dalla storica Riforma Fondiaria, i volti degli agricoltori, i prodotti tipici e quell'autenticità rara che permette ancora di incrociare lo sguardo di una volpe o di ammirare un cavallo al pascolo.
Ma Panevino non è solo ruralità. È anche la porta d'accesso a una delle meraviglie naturali e architettoniche più suggestive d'Italia. Non serve andare su Marte per trovare paesaggi alieni: basta percorrere la strada che da Policoro porta a Tursi per imbattersi nei Calanchi di Anglona. Queste "badlands lucane", antichi fondali marini modellati nei millenni dall'erosione, offrono uno scenario lunare fatto di lame e canyon d'argilla bianca, che si alternano alla macchia mediterranea. A vegliare su questo deserto bianco da oltre 900 anni c'è il Santuario di Santa Maria Regina di Anglona, un capolavoro in tufo e travertino, monumento nazionale e cuore spirituale del territorio.
L'iniziativa di Francesco Simeone merita un plauso particolare perché dimostra come i social media possano essere svuotati dalla superficialità e riempiti di valore civico e culturale. Ogni quartiere, ogni piccola località nascosta della nostra provincia ha un'anima che aspetta solo di essere svelata. Raccontarsi significa esistere, significa difendere la propria identità dall'abbandono.
La pagina, inoltre, non si limita alla narrazione romantica, ma si fa strumento di cittadinanza attiva. Grazie all'accordo con il Consigliere Jacopo Mastrosimone, lo spazio social fungerà anche da raccordo per le comunicazioni ufficiali, creando un ponte diretto tra i cittadini e le istituzioni, per affrontare insieme le criticità e progettare il futuro.
Ben vengano, dunque, iniziative come questa. Panevino ci ricorda che la vera bellezza risiede spesso in quella "Basilicata nascosta", selvaggia e bellissima. In quei posti, come dice lo stesso ideatore, dove "il silenzio fa rumore". Una terra di mezzo pronta, finalmente, a diventare protagonista.
Nicola Decio Dimatteo
