Violenza sulle donne a Policoro, le storie che non vorremmo mai raccontare

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Le_storie_che_non_vorremmo_mai_raccontare.jpgLe storie che non vorremmo mai raccontare.... Anche nella sorridente cittatina jonica, a Policoro, succedono brutte storie di maltrattamenti sulle donne: violenze fisiche e psicologiche, abusi, minacce. Violenze subite all'interno del nucleo familiare, il posto che dovrebbe proteggerci, aiutarci a crescere per affrontare la vita e invece.....ci tocca difenderci dagli orchi che ci hanno procreato, che sarebbero dovuti essere i nostri eroi, la nostra stella cometa, la terra in cui far crescere al sicuro e forti le nostre radici. Il coraggio della denuncia è il segnale più forte che possiamo dare perché queste maledette storie non succedano più.

Riportiamo uno sfogo/denuncia di una ragazza della nostra città.

Antonella Alessia Guerra

#NOALLAVIOLENZASULLEDONNE
#STOPVIOLENZADOMESTICA
VOGLIO RACCONTARE LA MIA STORIA DI ABUSI, DI VIOLENZE FISICHE E PSICOLOGICHE SUBITE DA PARTE DI ALCUNI COMPONENTI DELLA "FAMIGLIA"
Fin da bambina ho dovuto assistere a liti violente, "uomini" della famiglia che urlavano, distruggevano cose in casa, sottomettevano, aggredivano psicologicamente e fisicamente chiunque fosse una donna della famiglia.
Avevo 12/13 anni ed ero appena uscita da scuola quando ho assistito nella loro nota attività gestita da questi 2 signori situata in Policoro (MT) dove a causa di un'ennesima lite domestica io e mio fratello ci siamo visti portare via nostra madre, ricoverandola in un ospedale per circa 2 mesi e mezzo a seguito di una forte discussione creata da questi "due signori", perché non possono essere definiti uomini. Avevo 12 anni quando una persona della famiglia ha alzato le mani su mia madre, una donna minuta alta poco più di 1.60 cm che pesa meno di 50 kg si è ritrovata addosso un uomo di 90 kg che durante l'impeto di una crisi isterica dovuta a delle discussioni create da lui stesso si è scagliato contro mia madre picchiandola così forte da lasciarla inerme a terra. Nessuno l'ha difesa, nessuno ha fatto niente. "Era arrabbiato non darci peso, lo sai che quando è nervoso è impulsivo e non capisce più niente, quando perde la testa è violento ma lo devi perdonare perché siamo una famiglia" queste le frasi che ha dovuto sentire mia madre dopo aver subito violenza domestica gratuita e dopo che ha dovuto lasciare i suoi figli per una degenza in ospedale che le ha portato gravi problemi psicologici post traumatici.
Le liti e le discussioni in famiglia penso possano accadere a chiunque ma si risolvono con il dialogo proprio come voleva fare mia madre e invece no, lei si è permessa di parlare e si è presa quello che meritava.
Dopo questo fatto mia madre riprendendosi ha deciso di chiudere i rapporti con queste persone e ognuno è andato per la propria strada. Pensavamo di aver chiuso questo bruttissimo capitolo.
Un anno e mezzo fa, sempre nella loro attività questi due signori hanno creato un'altra fortissima discussione dove in questo caso la ragazza che ha dovuto subire una forte violenza verbale e fisica è la fidanzata di mio cugino. Una ragazza esterna alla famiglia che trovatasi coinvolta in un momento di rabbia e nervoso di questi 2 signori ha dovuto subire gravissime offese personali e si è ritrovata anch'essa le mani addosso di questi 2 signori conosciuti in Policoro, apparentemente senza motivo.
"Erano nervosi, non li conosci bene in fondo sono delle brave persone, che vuoi che sia prendere qualche schiaffo, perdonali". Queste le frasi che questa povera ragazza ha dovuto sentire dopo aver subito violenza fisica e psicologica gratuita da questi 2 signori.
Il tempo passa, le acque sembrano calmarsi ma invece era solo apparenza.
VENERDÌ 5 GIUGNO 2020 mi sono ritrovata costretta nella loro attività ad assistere all'ennesima discussione, alle grida di 2 signori mentre distruggevano cose a caso per non uccidermi. Questa volta è toccata a me. Si stava discutendo di alcuni problemi sempre famigliari quando all'improvviso mi sono ritrovata le mani addosso di queste 2 persone. Parlavano, si sono innervositi e hanno iniziato ad aggredirmi senza nessun motivo verbalmente e fisicamente. Ho i brividi a pensare allo sguardo di uno di questi due che mentre mi strattonava tenendomi stretto il braccio con forza mi ha guardata negli occhi dicendomi "non me ne frega un cazzo che sei una ragazzina, adesso ti prendo a schiaffi in faccia così forte che devi rimanere morta per terra". Io volevo solo parlare, volevo spiegazioni volevo sapere del perché di queste urla e nel frattempo l'altro, ovvero colui che anni prima ha picchiato mia madre, ha iniziato ad insultarmi usando delle parole vergognose, usando insulti che ad una donna possono solo calpestare la dignità e nel mentre anche lui ha iniziato a mettermi le mani addosso. Mi hanno minacciata di morte, mi hanno detto che non valgo niente, mi hanno detto che devo stare zitta perché in quanto donna devo stare solo chiusa in casa. A tutto ciò assistevano una decina di persone tra cui tutti gli operai di questa attività e nessuno ha fatto o detto niente per paura di essere coinvolti nella loro crisi isterica. L'unica persona che si è permessa di dire basta si è presa 2 schiaffi in faccia. Una donna ultra 70enne che ha problemi deambulatori. Dopo essere stata aggredita si è seduta in un angolo ed è rimasta lì, subito dopo a difendere gli atti e le violenze che mi stavano infliggendo gratuitamente queste 2 persone. Questi 2 signori sono padri di famiglia. Sono persone malvagie, avare, che godono nel creare scompiglio e problemi a chiunque gli si avvicini ma in particolar modo provano un odio smisurato nei confronti di quelle donne che amano il dialogo, e che vogliono affrontare i problemi semplicemente parlando.
Durante l'adolescenza fino a qualche mese fa ho sofferto di gravi disturbi alimentari causati dalle violenze psicologiche e fisiche che fin da bambina sono stata costretta a subire in famiglia.
È quasi un anno che sono riuscita a combattere quelle voci che mi porto da bambina che dentro di me mi dicono di non valere niente, di essere inutile, di non meritare amore o protezione. È quasi un anno che sono riuscita ,non a dimenticare ma in qualche modo a sotterrare dentro di me il periodo in cui mi sono vista portare via mia madre per colpa di persone che odiano le donne, Fino a qualche giorno fa dove sono stata costretta a subire e ad assistere ad un'ennesima lite domestica. Queste persone mi hanno già rovinato l'infanzia, l'adolescenza, mi hanno umiliato e hanno calpestato la mia dignità mettendomi le mani addosso e minacciandomi di morte. Persone che con prepotenza offrono il loro aiuto e poi te lo rinfacciano fino a farti sentire una nullità, persone a cui piace sparlare e ad inventare cattiverie su chiunque non gli va a genio. Padri di famiglia che mettono le mani addosso alle ragazzine e donne indifese perché nervosi, che si nascondono dietro il fatto di essere stressati. Pensano di avermi dato quello che meritavo in quanto donna colpevole di aver cercato un semplice dialogo. Non so quale Dio o altro mi ha salvata dal non finire in ospedale.
Mi chiamo Antonella guerra, sono nata e cresciuta a Policoro (MT) e questa è la mia storia, difficile da raccontare ma necessaria affinché tutte quelle bambine, ragazzine, donne che subiscono violenza domestica o qualsiasi altra forma di maltrattamento da parte di "uomini" abbiano il coraggio di raccontare, abbiano il coraggio di guardarsi allo specchio e di dire "non ho meritato tutto ciò, non è colpa mia se mi hanno picchiata, gli insulti che mi hanno detto non sono veri esistono solo nella loro testa". Non tenetevi tutto dentro perché tutto ciò può solo farci del male, raccontate, raccontate, parlate perché la parola non ce la può togliere nessuno.
#NOALLAVIOLENZASULLEDONNE
#VIOLENZADOMESTICA

Nicola Decio Dimatteo