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ec52c84aaa.jpgSCANZANO JONICO – Il Tribunale di Matera, in composizione monocratica, nella persona del giudice onorario togato (got) Giuseppe Di Giuseppe, ha condannato Francesco Maria Ciancia per il reato di danneggiamento alla pena della reclusione di anni uno, al pagamento delle spese processuali ed al risarcimento del danno, da liquidarsi in separata sede, nei confronti della parte civile costituita Rocco Corsano, noto agente di vip e collaboratore di programmi Rai di successo. La sentenza del magistrato materano è arrivata al termine dell'ultima udienza del dibattimento aperto dopo la denuncia di Corsano, resa da lui stesso pubblica dopo la presentazione ai carabinieri della Compagnia di Policoro. Il collaboratore della Rai denunciò che in una notte del luglio 2014, rientrando verso la sua casa, sentì alle sue spalle sopraggiungere un'auto a folle velocità. Ma ecco uno stralcio della sua querela: “Preoccupato sono salito sul marciapiedi ed ho visto passarmi accanto l'auto del mio persecutore. Gli ho chiesto spiegazioni telefonandogli ma dopo 4 – 5 minuti egli ha scagliato una pietra contro la finestra della mia camera rompendo finestra e persiana. La grossa pietra non è entrata in casa perchè ha urtato lo spigolo del muro. Ho chiamato i carabinieri che hanno assunto informazioni rinvenendo la pietra sul balcone. In preda ad ansia mi sono recato al pronto soccorso dell'ospedale di Policoro dove mi è stato riscontrato un forte stato di agitazione emotiva”. Nei giorni scorsi l'epilogo dell'inchiesta condotta dalle forze dell'ordine e del processo che ne è conseguito con la citata sentenza di condanna in primo grado nei confronti di Ciancia. Il giudice in composizione monocratica del Tribunale di Matera, altresì, ha subordinato la sospensione della pena comminata al condannato al pagamento di una provvisionale sull'ammontare del liquidando risarcimento del danno, a titolo di anticipazione, di 2000 euro in favore della parte civile. Lo stesso magistrato ha stabilito in 3.420 euro le spese legali a carico di Ciancia ed ha disposto l'invio degli atti alla Procura della Repubblica di Matera per le sue eventuali determinazioni in ordine alla posizione dei testi Michele Ciancia e Maurizio Ciancia al fine di verificare la sussistenza del reato di falsa testimonianza. di Filippo Mele (Gazzetta del Mezzogiorno)