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L’ECONOMIA PER LA NATURA

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Le grandi sfide ambientali e sociali che ci troviamo ad affrontare richiedono un profondo ripensamento del modello di sviluppo economico.

L’economia circolare rappresenta un nuovo sistema e si sta affermando a ogni livello e in ogni ambito geografico, come una soluzione realistica per coniugare, attraverso l’innovazione, l’economia e la sostenibilità ambientale.
In un sistema economico improntato sul modello della circolarità, l’utilizzo di materie prime pure è idealmente nullo o, comunque, estremamente ridotto: tutte le attività, a partire dall’estrazione e dalla produzione, sono organizzate in modo che i rifiuti di qualcuno diventino risorse per qualcun altro.
Nell’attuale modello economico, definito “lineare”, invece, terminato il consumo, termina anche il ciclo di vita del prodotto che diventa di conseguenza un rifiuto da smaltire costringendo la catena di produzione a riprendere continuamente lo stesso schema: estrazione, produzione, consumo, smaltimento. È un modello che dipende dalla disponibilità di grandi quantità di materie prime e di energia, sempre meno adatto alla realtà in cui ci troviamo ad operare. Ma le risorse sono limitate: la popolazione mondiale continua a crescere e di conseguenza aumenta anche la richiesta.
Nel nostro secolo, caratterizzato da grandi economie emergenti, con milioni di nuovi consumatori e mercati diventati globali, la transizione verso un’economia circolare è diventata una necessità. Spostare l’attenzione e l’interesse sul riutilizzare, aggiustare, rinnovare e riciclare i materiali e i prodotti esistenti, trarre il massimo dalle risorse e rimetterle nel ciclo produttivo invece di considerarle come rifiuti è inevitabile.
Un processo raggiungibile grazie ad approcci e tecniche che concorrono a una innovazione sostenibile per l’ambiente, il cui impatto è fortemente potenziato dalle nuove tecnologie e dalla digitalizzazione, in cui non ci sono prodotti di scarto e in cui le materie vengono costantemente riutilizzate. Applicare i principi di economia circolare implica un cambiamento culturale per ripensare il modo in cui utilizziamo materie prime ed energia: dalla progettazione alla produzione, dall’utilizzo fino alla gestione del cosiddetto rifiuto.
I maggiori obiettivi dell’economia circolare sono l’estensione della vita dei prodotti, la produzione di beni di lunga durata, le attività di ricondizionamento e la riduzione della produzione di rifiuti.
Il concetto di base risponde al desiderio di crescita sostenibile nel quadro della pressione crescente a cui produzione e consumi sottopongono le risorse mondiali e l’ambiente.
È una alleata strategica e virtuosa per affrontare la scarsità di materie prime, il riscaldamento globale, la sostenibilità ambientale, l’efficienza energetica e l’utilizzo delle fonti rinnovabili.
Un prodotto circolare prevede che vengano utilizzate principalmente fonti di energia rinnovabili, una forte capacità di innovazione già in fase di progettazione per articoli che durino nel tempo e che nella loro interezza o nelle loro singole parti possano essere riciclabili o riutilizzabili in altre forme.
Un transito verso l’economia circolare comporterebbe tutte una serie di vantaggi, dalla riduzione della pressione sull’ambiente, alla maggiore disponibilità di materie prime, dall’aumento della competitività, a un impulso verso l’innovazione, dalla crescita economica, all’incremento dell’occupazione.
I consumatori potrebbero disporre di prodotti più durevoli e innovativi, sviluppati per essere aggiornati, riparati e rigenerati, in grado di far risparmiare e migliorare la qualità della vita.
Sarebbe un grande traguardo riuscire ad attuare in tempi brevi il definitivo passaggio dall’attuale sistema economico lineare a quello circolare, pensiamo solo per un attimo ai nostri magazzini, ripostigli e cantine. Fateci caso, sono tutti stracolmi di oggetti obsoleti, scatoloni con cose e vestiti usati poco o niente, attrezzature di cui non ricordiamo più l’uso: tutta materia prima sprecata.
Nel concetto base di economia circolare tutti quei prodotti non intaserebbero i nostri spazi, non sarebbero potenziali rifiuti da discarica, ma bensì, nuovi articoli da desiderare.
La massima collaborazione tra tutti i protagonisti della scena economica, in primis i consumatori finali, è fondamentale per fare rete e favorire l’applicazione di questo modello produttivo per la società e l’ambiente.
Riflettiamoci!

Matteo Lai, fondatore di One World

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