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 Braia Polese

“Sono senza direttore generale Arpab, Fondazione Basilicata-Matera 2019, Apibas e Acquedotto Lucano. Senza presidente e senza direttore il Parco Gallipoli Cognato così come il Parco del Vulture. La Lucana Film Commission è senza presidente. In attesa dell'operazione verità annunciata dal Presidente Bardi, a 3 mesi da una nomina avvenuta dopo anni di attesa, le dimissioni dell'ing. Volpe DG di Acquedotto Lucano, sono solo l'ultima delle imbarazzanti situazioni che stanno generando sconcerto nella nostra regione. L’ente in questione, infatti, dovrebbe avere al contempo debiti per 80 milioni di euro, preannunciando pertanto una stangata per cittadini e imprese.”

Lo dichiarano i Consiglieri Regionali Luca Braia e Mario Polese di Italia Viva.

“Pari sorte per la Fondazione Basilicata-Matera 2019 - continuano nella loro denuncia Luca Braia e Mario Polese - che, dopo aver contribuito al rilancio della cultura e del turismo in Basilicata, è stata abbandonata a se stessa, senza risorse e piano di azione, con un avviso per la nomina del direttore che da anni attende di essere espletato.  Che dire della paralisi in cui versa la Lucana Film Commission, immobile totalmente dopo la sostituzione di Leporace e le dimissioni indotte del dottor Stabile. Peggiore e molto più delicata la situazione attuale di Arpab, agenzia che dovrebbe tutelare la nostra salute e il nostro ambiente: è bloccata in attesa della sostituzione del dimissionario Tisci a causa della sua condotta inadeguata, risalente a oltre tre mesi oramai. Ha fatto e farà, diamo atto, quanto possibile il Dott. Achille Palma, il cui incarico precario è stato prorogato proprio ieri di altri 45 giorni.

Paradossale il destino del Parco del Vulture, costituito e commissariato dalla nascita, e quello del Parco  Gallipoli Cognato, ormai senza governo da anni, con presidenti diventati dopo mesi di paralisi, commissari che si dimettono a giorni alterni. E’ quanto accade nel caos generale generato da una politica regionale incapace di governare e di relazionarsi con le amministrazioni comunali componenti del Parco, agendo in maniera palese contro la legge regionale 47 del 1997.

In questi enti il centro destra non riesce a garantire governabilità e, di conseguenza, una guida autorevole sia politica che tecnica adeguata e che ci consenta di uscire dalla crisi generale oltre che da quella post pandemica. Tanti rimangono i problemi non affrontati e le conseguenze che essi comportano. Purtroppo il Presidente Bardi e la sua compagnia - concludono i due esponenti di Italia Viva Braia e Polese - cercano di mascherare, continuando a parlare di eredità pesanti. Dopo tre anni è solo evidente la non volontà di imprimere una svolta tanto annunciata, anzi al contrario forse si sta determinando la definitiva e consapevole chiusura di alcuni di essi. Le lotte intestine infinite, le contrapposizioni politiche senza sosta, hanno perpetrato vuoti tecnici e politici che stanno pagando solamente le lucane e i lucani oltre che le imprese dei vari indotti coinvolti.”